Mar Rosso, Trump annulla l'attacco agli houthi e Londra offre supporto aereo a Riad
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Redazione Esteri
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Secondo un retroscena del New York Times, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump avrebbe annullato all'ultimo momento un'offensiva aerea contro gli houthi in Yemen, nonostante le ripetute richieste del principe ereditario saudita Mohammed bin Salman. La ricostruzione indica che Trump, dopo una telefonata con il principe, aveva ordinato al Pentagono di preparare gli attacchi, salvo poi fare marcia indietro domenica, quando gli obiettivi erano già stati approvati e i militari avevano iniziato a caricare gli ordigni sugli aerei da combattimento.
Il pressing di Riad e i dubbi della Casa Bianca
La decisione arriva in un momento di forte escalation lungo la costa occidentale dello Yemen, dove le forze houthi hanno conquistato porzioni sempre più ampie del territorio, arrivando a controllare aree strategiche in prossimità dello stretto di Bab el-Mandeb. Il governo di Riad, sostenuto da una coalizione militare dal 2015, ha chiesto con insistenza un intervento diretto degli Stati Uniti per fermare l'avanzata del gruppo filo-iraniano, che minaccia tanto il commercio saudita quanto le rotte globali.
Fonti citate dal quotidiano statunitense riferiscono che alcuni alti funzionari dell'amministrazione americana erano contrari o quantomeno scettici sull'apertura di un nuovo fronte, in un contesto in cui l'esercito è già impegnato su altri scenari regionali.
Londra invia un aereo cisterna per i caccia sauditi
Sul fronte diplomatico e militare, il primo ministro britannico Andy Burnham ha annunciato che il Regno Unito fornirà un sostegno militare definito «difensivo» all'Arabia Saudita, autorizzando il rifornimento in volo dei caccia sauditi da parte della Royal Air Force. L'accordo, illustrato dal premier durante il viaggio verso New York per l'Assemblea generale delle Nazioni Unite, prevede l'impiego di un aereo cisterna Voyager per alcune settimane, con una revisione continua della missione.
Burnham ha spiegato che la decisione risponde a una richiesta diretta di Riad e serve a mantenere aperte le vie di approvvigionamento energetico, dopo che attacchi con droni hanno danneggiato un importante oleodotto saudita, costringendo il regno a ridurre alcune forniture alle raffinerie europee.
La minaccia houthi e la crisi umanitaria nello Yemen
Un consigliere militare degli houthi, Abed Mohammed al-Thawr, ha dichiarato all'agenzia France-Presse che un intervento armato degli Stati Uniti a sostegno di Riad rappresenterebbe una «linea rossa», minacciando di colpire le basi americane nella regione e di chiudere completamente lo stretto di Bab el-Mandeb alle navi statunitensi. Il gruppo ha inoltre respinto le accuse di ricevere ordini da Teheran, definendo l'Iran un alleato fraterno ma rivendicando piena autonomia decisionale. Sul piano umanitario, l'intensificarsi dei combattimenti ha spinto oltre 130.000 persone ad abbandonare le proprie case dall'inizio di settembre, con migliaia di sfollati che hanno attraversato lo stretto di Bab el-Mandeb verso Gibuti e le nazioni limitrofe. L'agenzia al-Arabiya ha riferito di un'operazione di sicurezza condotta all'alba di venerdì scorso nel cuore di Sana'a, che avrebbe colpito una rete di comunicazioni legata al sistema di comando e controllo degli houthi, con l'obiettivo di sventare un attacco pianificato contro l'Arabia Saudita.
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