Chef Michele Minchillo indagato per peculato e riciclaggio

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Michele Minchillo, chef stellato e proprietario del ristorante Vitium di Crema, è al centro di un'inchiesta giudiziaria che lo vede accusato di peculato, falso ideologico, ricettazione, riciclaggio e autoriciclaggio. Secondo le indagini della Procura di Bari, Minchillo avrebbe utilizzato fondi pubblici provenienti da PugliaPromozione, l'agenzia regionale per il turismo, per arredare il suo ristorante, che ha chiuso i battenti lo scorso giugno.

L'inchiesta, che ha portato al sequestro di beni per un valore di 400mila euro, coinvolge anche altri tre familiari dello chef: la madre Sandra Garau, la sorella Laura e Vito Mastrorosa, responsabile dell'ufficio pagamenti della Regione. Il padre di Minchillo, Matteo, deceduto nel 2023, era il direttore generale di PugliaPromozione e avrebbe facilitato l'accesso ai fondi pubblici utilizzati per acquisti personali e per il ristorante.

Tra gli acquisti contestati figurano attrezzature per la pasticceria, come un frigorifero da 11mila euro e un'impastatrice da 5380 euro, oltre a viaggi e spese personali, tra cui la maratona di New York del 2019, per la quale sarebbero stati utilizzati oltre 38mila euro di fondi pubblici. Inoltre, tra il 2018 e il 2021, sarebbero stati effettuati acquisti su Amazon per un totale di 56mila euro, sempre con la carta di credito in uso all'ex direttore generale Matteo Minchillo.

L'accusa sostiene che Michele Minchillo abbia beneficiato di questi fondi per arredare il ristorante Vitium, che non è riuscito a mantenere aperto a lungo nel competitivo panorama gastronomico del Granducato del Tortello

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.