Bologna e Bergamo, il mercato immobiliare non conosce crisi: prezzi e affitti ai massimi
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
Non accenna a placarsi la dinamica ascendente che caratterizza il settore immobiliare italiano, il quale, secondo le ultime rilevazioni, sta vivendo una fase di vigorosa espansione, particolarmente accentuata in alcuni centri urbani. A Bologna, per esempio, l'ultimo rapporto di Nomisma relativo al secondo semestre del 2025 fotografa una situazione di crescita, più marcata rispetto a tredici altre città italiane monitorate, sia per quanto concerne le compravendite sia per i listini. Questo slancio, che pure segna un dato positivo per il mercato, si scontra però con una "limitata disponibilità di offerta", un fattore che, com'è facile intuire, finisce per esercitare una pressione al rialzo sui valori, spingendoli verso traguardi sempre nuovi. La medesima indagine, estesa a livello nazionale, non fa che confermare un andamento ormai consolidato, dipingendo un "caro mattone" che avvolge, seppur con diverse gradazioni, l'intera Penisola.
La conferma della Banca d'Italia e il caso Bergamo
Il Sondaggio Congiunturale sul mercato delle abitazioni della Banca d'Italia, riferito al terzo trimestre del 2025, offre un'ulteriore conferma di questo trend, sottolineando come i prezzi delle case siano stabilmente in ascesa mentre l'offerta, da parte sua, fatica a tenere il passo con una domanda che non si arresta. Un quadro, questo, che si riflette in maniera esemplare a Bergamo, dove il mercato residenziale vive un periodo di forte dinamismo nonostante gli immobili disponibili siano numericamente scarsi, spesso caratterizzati da un certo grado di obsolescenza e con valori già elevati. La città lombarda, inoltre, registra una significativa presenza di investitori stranieri, un elemento che contribuisce ad alimentare la competizione e a inasprire la già tesa situazione.
Le cause strutturali della crescita
A far da leva a questa ripresa, che secondo Nomisma dovrebbe chiudere il 2025 con un incremento delle compravendite nell'ordine del 5,5%, concorrono una serie di elementi macroeconomici favorevoli. Tra questi, spiccano la bassa inflazione, il maggior potere d'acquisto a disposizione delle famiglie e, non ultimo, il fatto che i tassi di interesse si mantengano su livelli ancora contenuti. Proprio le compravendite supportate da un mutuo ipotecario, del resto, hanno registrato un notevole balzo in avanti, toccando un +25,5% nel primo semestre dell'anno in corso, un dato che la dice lunga sulla direzione intrapresa dal mercato. Tuttavia, alcuni segnali di rallentamento, come quelli evidenziati dagli analisti, sono imputabili proprio all'alta velocità con cui gli immobili disponibili vengono assorbiti e a un peggioramento, per così dire, della dinamica dei prezzi e dell'intensità della domanda stessa.
Il divario tra residenziale e uffici
La vitalità del comparto residenziale, tuttavia, non deve trarre in inganno riguardo allo stato di salute dell'intero settore. Se da un lato, infatti, case, prezzi e affitti continuano la loro corsa, toccando in molte realtà dei veri e propri record, dall'altro il mercato degli uffici vive una fase diametralmente opposta, con le compravendite che sono precipitate a livelli minimi. Questo divario, sempre più marcato, delinea un "mercato del mattone a ostacoli", dove la vivacità di un segmento coesiste con la stagnazione di un altro, creando un panorama complesso e non uniforme che richiede una lettura attenta e disaggregata.




