Italia umiliata dalla Norvegia, Haaland la condanna ai playoff

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   Un’illusione, durata poco più di un tempo, ha preceduto una delle sconfitte più nette e amare degli ultimi anni per la nazionale italiana, che al Meazza di Milano ha ceduto per 4-1 alla Norvegia nell’ultimo atto delle qualificazioni mondiali. L’incontro, che si preannunciava come un’occasione per consolidare la fiducia in vista dei decisivi spareggi di marzo, si è invece trasformato in una doccia fredda, con la squadra di Gennaro Gattuso che, dopo un avvio promettente, è apparsa incredibilmente fragile dinanzi alla potenza degli scandinavi. Il vantaggio iniziale, siglato da Pio Esposito, ha rappresentato soltanto un fuoco di paglia, un episodio che non ha minimamente scalfito la determinazione degli avversari, i quali, complice una difesa troppo permissiva, hanno saputo ribaltare il risultato e infliggere una pesantissima lezione.

Il crollo nella ripresa

La partita, che si era mantenuta in equilibrio fino a circa la mezz’ora della seconda frazione, ha conosciuto una svolta improvvisa e irrevocabile quando la stella norvegese, autore di una doppietta, ha dato la misura del suo talento. A lui, che già in precedenza aveva messo in seria difficoltà la retroguardia azzurra, si sono aggiunti i contributi decisivi di altri due giocatori, i quali hanno approfittato di una serie di ingenuità difensive per portare il risultato prima sul 2-1 e poi su un distacco di tre reti. Quello che, fino a quel momento, era sembrato un match sotto controllo, seppur faticoso, si è dissolto in pochi minuti, lasciando spazio a un’amara constatazione: la squadra, nonostante le rassicurazioni prepartita, non è stata in grado di reggere l’impatto con un avversario di alto livello, il quale ha saputo sfruttare con freddezza ogni occasione a disposizione.

Le premesse e la realtà dei fatti

Poche ore prima del fischio d’inizio, Leonardo Bonucci, nel ruolo di collaboratore tecnico, aveva espresso a Sky Sport tutta la fiducia riposta nel gruppo, sottolineando come l’obiettivo fosse “vincere per preparare le partite di marzo con il morale giusto”. Riguardo alla minaccia rappresentata dal prolifico attaccante norvegese, aveva aggiunto con convinzione: “È un grande attaccante, ma noi abbiamo dei grandi difensori”, una dichiarazione che, alla luce degli eventi, suona come un amaro presagio di quanto poi si sarebbe verificato in campo. Le sue parole, che miravano a trasmettere sicurezza, sono state smentite in modo plateale da una prestazione collettiva insufficiente, nella quale pochi sono riusciti a emergere e a contrastare efficacemente la marcia trionfale degli ospiti.

Le conseguenze immediate

Con questo risultato, l’Italia non solo ha perso l’opportunità di chiungere il girone in modo positivo, ma ha anche consolidato un negativo trend contro questa specifica avversaria, avendo subito la seconda sconfitta nello stesso gruppo di qualificazione dopo quella patita in trasferta. La sconfitta, la prima per Gattuso sulla panchina della nazionale, costringe gli azzurri a dover necessariamente passare attraverso il labirinto dei play-off, il cui sorteggio è previsto per giovedì, per sperare di ottenere il biglietto per il Mondiale. Un percorso ad eliminazione diretta che, come la storia insegna, riserva sempre insidie e imprevisti, e che richiederà una reazione immediata e un’organizzazione ben più solida di quella mostrata in questa serata deludente.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.