Scioperi a maggio, il lunedì nero del trasporto aereo e le altre date da segnare
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Redazione Interno
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Maggio si conferma un mese particolarmente ostico per la mobilità degli italiani, un vero e proprio percorso a ostacoli dove chi deve spostarsi deve fare i conti con un calendario fitto di agitazioni sindacali. Dopo le prime interruzioni di inizio mese, l’attenzione è tutta concentrata sulla giornata di lunedì 11, quando il settore del trasporto aereo rischia una paralisi quasi totale che coinvolgerà non solo i cieli ma l’intera filiera degli scali nazionali.
Lo stop dei portuali e la ristorazione sui binari, i primi segnali di maggio
Il mese si è aperto con una mobilitazione mirata che ha interessato i servizi di bordo: a incrociare le braccia per mezzo turno, già lunedì 4 maggio, è stato il personale della società Elior addetto alla ristorazione sui treni di Trenitalia, un’agitazione circoscritta ma significativa che ha messo in luce le tensioni nel comparto degli appalti ferroviari. A questa è seguito lo sciopero nazionale dei lavoratori del settore portuale, durato ventiquattr’ore giovedì 7 maggio, una protesta che si inserisce in un contenzioso più ampio legato al riconoscimento della natura usurante del lavoro nelle banchine, senza che si siano registrate particolari criticità nei collegamenti marittimi con le isole.
L’11 maggio, una giornata di forte turbolenza per gli aerei e i controllori di volo
Il vero banco di prova, però, arriverà a metà del mese. L’11 maggio è infatti stata proclamata una delle giornate più critiche per il trasporto aereo, con un pacchetto di agitazioni che si concentrerà nella fascia oraria compresa tra le 10 e le 18. A fermarsi non saranno soltanto i piloti e gli assistenti di volo di alcune compagnie – tra le quali spicca EasyJet – ma anche il personale che opera nei servizi di terra (handling) e, aspetto ben più rilevante per la sicurezza della navigazione, i dipendenti dell’Enav, la società che gestisce il traffico aereo civile su tutto il territorio nazionale. La contestuale adesione alla protesta da parte dei controllori di volo negli scali di Roma e Napoli rischia di moltiplicare l’effetto domino dei ritardi, trasformando le cancellazioni da un’eventualità circoscritta a una prospettiva concreta per decine di voli.
I disagi capillari tra servizi di sicurezza e cambi di turno nei principali aeroporti
La paralisi prevista per l’11 maggio è resa ancor più probabile dalla frammentazione delle sigle sindacali che hanno aderito al fermo, creando una mappa della protesta che copre i principali hub nazionali. A Fiumicino, ad esempio, i dipendenti di Adr Security incroceranno le braccia nel pomeriggio (dalle 12 alle 16), creando inevitabili ripercussioni sui tempi di attesa ai varchi di controllo, mentre a Cagliari e Palermo si fermeranno rispettivamente i gestori dei servizi aeroportuali e le società di handling. Durante queste otto ore di agitazione, fa fede il meccanismo delle fasce di garanzia (dalle 7 alle 10 e dalle 18 alle 21), durante le quali i voli devono comunque essere operati; chi ha un biglietto per le ore centrali della giornata, però, farebbe bene a informarsi sull’effettiva cancellazione del volo prima di recarsi in aeroporto.
L’allargamento della protesta a sanità, scuola e trasporto pubblico locale
Il mese non si esaurisce certo con lo stop agli aerei. Il calendario degli scioperi di maggio 2026 prevede infatti un’ulteriore data da segnare in rosso per il 18 maggio, quando il comparto della sanità sarà protagonista di un’astensione nazionale che coinvolgerà i dipendenti del servizio sanitario nazionale e le cooperative del settore socio-assistenziale. Il mese, complici anche i tre scioperi generali previsti (il primo già avvenuto il 1 maggio, i secondi il 15-16 e il terzo il 29), continua a mantenere alta la tensione: il trasporto pubblico locale e quello ferroviario subiranno infatti ulteriori stop concentrati soprattutto nell’ultima decade del mese, a partire dal fermo dei treni programmato tra la serata del 28 e quella del 29 maggio.




