Virtus Bologna, primo test con Mumbrù: Dole Rimini ko 83-79 ma la continuità è già un tema
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Redazione Sport
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La prima Virtus Bologna targata Alex Mumbrù si presenta con il piglio giusto, ma non ancora con la continuità necessaria per trasformare l’intenzione in abitudine. Nel test amichevole contro la Dole Rimini, giocato al PalaFlaminio, i bianconeri hanno messo sul piatto un primo quarto da manuale – 27-13 il parziale – per poi smarrire la via, subire un terzo periodo di netto stampo riminese (27-10) e ritrovare la lucidità solo negli ultimi minuti, quando l’allungo decisivo ha permesso di chiudere sul 79-83.
Vince la Virtus, insomma, ma la Rinascita di coach Dell’Agnello, pur priva di due elementi come De Gregori e Della Chiesa, ha dimostrato una solidità di gruppo che merita attenzione.
La partita, arbitrata dal terzetto Bonotto, Tallon e Tirozzi, ha offerto spunti interessanti su entrambi i fronti, a conferma che il precampionato serve proprio a limare quei difetti che, durante la stagione regolare, rischiano di trasformarsi in zavorre pesanti.
Per Bologna, il tema del ritmo è centrale: la squadra ha corso quando il pallone circolava con velocità, trovando punti facili in transizione e sfruttando la fisicità di giocatori come Moore Junior e Alston Junior, ma ha pagato dazio quando il gioco si è fatto più posizionale e Rimini ha alzato l’intensità difensiva.
La rimonta di Rimini e il terzo quarto che cambia l’inerzia
Il match, valido come primo impegno ufficioso della stagione, ha messo in luce le qualità di una Dole che, nonostante il solo Stephens come ex di turno, ha saputo imporre il proprio gioco per lunghi tratti. Denegri, autore di 17 punti con un buon mix tra tiri da due e da tre, e Udom, che ha chiuso a quota 16 con 6/9 dal campo, sono stati i terminali offensivi più efficaci, mentre Tomassini, pur con un 3/12 dall’arco, ha contribuito con 14 punti e ha dato consistenza al reparto esterni.
La reazione di Rimini è partita proprio nel secondo quarto, quando Bologna ha cominciato a concedere qualche palla persa di troppo e la difesa ospite ha iniziato a trovare le distanze giuste sui blocchi.
Il terzo quarto è stato il momento più critico per la Virtus: un parziale di 27-10 che ha ribaltato completamente l’andamento della gara, portando la Dole fino al +10 e mettendo in difficoltà la nuova gerarchia offensiva disegnata da Mumbrù. In quella fase, la squadra di Dell’Agnello ha viaggiato con grande fluidità, sfruttando i tagli senza palla e la capacità di Leardini di gestire i tempi, mentre Bologna sembrava aver perso quella brillantezza mostrata nei primi dieci minuti.
Solo nel finale, con un parziale di 14-4, i bianconeri hanno rimesso la freccia, trovando nei canestri di Alston Junior e in alcune giocate di Klintman – 10 punti con 3/4 da due e 1/3 da tre – le risposte per ribaltare l’esito.
I singoli della Virtus: Moore e Alston Junior, prime luci
Tra le fila bolognesi, le attese erano concentrate sui nuovi arrivi e su quei giocatori chiamati a fare il salto di qualità. Moore Junior, con 15 punti (0/3 da due e 3/6 da tre), ha mostrato il suo principale punto di forza – il tiro dalla distanza – ma ha anche evidenziato la necessità di trovare maggior continuità nel gioco in penetrazione, dove per ora ha faticato a trovare spazi.
Alston Junior, altro nuovo volto, ha risposto con 16 punti, frutto di un 3/5 da due e 3/6 da tre, dimostrando di avere un repertorio offensivo vario e una buona capacità di leggere i blocchi; il suo contributo, però, è calato nella fase centrale del match, quando la squadra ha perso bussola.
Bello, partito titolare, ha chiuso con 12 punti (2/3 da due e 2/5 da tre), mentre Edwards ha aggiunto 7 punti, mostrando una buona propensione al taglio ma anche qualche incertezza in fase di lettura delle rotazioni difensive. Frazier, con 9 punti (3/5 da tre), è stato uno dei pochi a mantenere percentuali costanti dall’arco, mentre Diouf ha vissuto una serata complicata, con 1 punto su 0/3 dal campo, segno che l’adattamento ai meccanismi di squadra richiederà ancora tempo.
Da segnalare il minutaggio per Baldasso e Baiocchi, entrambi a secco dall’arco, e l’apparizione di Hackett, che ha messo a referto 3 punti in pochi minuti.
I numeri e le percentuali: un primo bilancio
Osservando i dati complessivi, la Virtus ha chiuso con una buona percentuale dall’arco, ma il dato che fa riflettere è la differenza tra il primo e il terzo quarto: 27 punti segnati nei primi dieci minuti, solo 10 nel terzo periodo. Una forbice che racconta di una squadra ancora alla ricerca di un’identità difensiva da tenere per tutti i quaranta minuti.
Rimini, dal canto suo, ha capitalizzato gli errori avversari e ha trovato in Denegri (17 punti con 2/4 da due e 2/5 da tre) e Udom (16 punti con 1/4 da tre) i punti di riferimento per la rimonta, mentre Simioni ha aggiunto 8 punti nonostante lo 0/3 dall’arco.
Per coach Mumbrù, il compito nei prossimi giorni sarà quello di lavorare sulla continuità di esecuzione, soprattutto quando la partita entra nella fase calda e gli avversari alzano il baricentro della difesa. La squadra ha dimostrato di saper correre, ma ha bisogno di trovare alternative quando il ritmo cala e il gioco si fa più statico; in quel frangente, la presenza di Klintman – 10 punti con un buon 3/4 da due – è stata preziosa, ma servono soluzioni più strutturate per evitare che il vantaggio accumulato si dissolva in pochi minuti.
D’altra parte, Rimini ha mostrato una maturità sorprendente per essere a inizio stagione, con un’intesa tra i reparti che fa ben sperare per il campionato che verrà.
L’amichevole di Rimini, dunque, lascia più domande che risposte per la Virtus, ma è proprio questo il senso del precampionato: sperimentare, sbagliare e correggere. La qualità individuale c’è, come dimostrato dai guizzi di Moore e Alston Junior, ma la vera sfida sarà trasformare i singoli lampi in una luce costante. Il prossimo impegno dirà se i bianconeri avranno già assorbito i primi insegnamenti o se la ricerca della quadratura del cerchio richiederà ancora tempo.
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