La favola di Chwalinska si infrange contro la solidità di Andreeva, che vince il suo primo slam a Parigi

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La corsa dell’outsider si è fermata proprio sull’ultimo gradino, quello che dalla qualificazione porta alla gloria eterna, ma il passo è risultato troppo lungo per Maja Chwalinska. Sotto gli occhi di un pubblico che sognava l’ennesima, bellissima sorpresa sulla terra battuta parigina, la tennista polacca ha dovuto cedere il passo alla russa Mirra Andreeva, la quale – con una prova di sostanziale autorità – si è aggiudicata il titolo del secondo slam stagionale con il punteggio di 6-3, 6-2.

Se il tabellone femminile di questa edizione del Roland Garros è stato caratterizzato da ribaltoni e da un vento che spesso ha complicato la vita alle favorite, la diciannovenne siberiana è rimasta l’unica costante inamovibile, adattandosi alle condizioni proibitive con una maturità che ha pochi precedenti. Per lei, che alza al cielo il primo trofeo della bacheca personale, si tratta anche di un primato anagrafico notevole: nessuna, dai tempi di Monica Seles nel 1992, era riuscita a imporsi a Parigi in così giovane età.

La conferenza della finalista: “Darò il massimo, ma ora voglio una pizza”

Nell’immediatezza della sconfitta, Maja Chwalinska si è presentata in conferenza stampa con lo spirito pragmatico che l’ha contraddistinta in queste tre settimane. La realtà dei fatti – recita un vecchio proverbio – è spesso più deludente delle aspettative, ma la polacca ha preferito voltare pagina senza indugi, consapevole che la sua vita professionale non sarà più la stessa.

“Lo scoprirò presto” ha affermato, rispondendo a chi le chiedeva come cambierà la sua carriera dopo questo exploit, sottolineando come la priorità ora sia rimanere con i piedi per terra e continuare a lavorare duramente.

Nonostante il risultato deludente in campo – un 6-2 che non lascia spazio a interpretazioni – Chwalinska ha voluto sdrammatizzare, ammettendo che lo stress l’aveva portata a non riuscire nemmeno a mangiare per tre settimane; ora, invece, non vede l’ora di concedersi una meritata pausa e di tornare a gustarsi una semplice pizza, magari lontano dai riflettori.

Il fattore mentale e l’ispirazione: come Federer ha aiutato la nuova regina

Se da un lato la sconfitta brucia, dall’altro la storia di Maja lascia un segno profondo nel circuito; la stessa Chwalinska ha voluto sottolineare come il suo percorso possa essere d’esempio per tutte quelle giocatrici invisibili, nascoste fuori dalle prime cento posizioni, che magari faticano a trovare le risorse economiche o psicologiche per emergere.

A spegnere questo sogno, però, è stata una Mirra Andreeva apparsa semplicemente inavvicinabile: dopo un avvio contratto dove i turni di battuta sembravano un lusso per entrambe, la russa ha inanellato nove game consecutivi che hanno chiuso virtualmente la contesa.

La giocatrice ha rivelato al termine dell’incontro che gran parte del merito va attribuito a una nuova mentalità, più solida e meno incline al panico, ispirata in buona parte dall’approccio del suo idolo Roger Federer; un cambiamento che, a giudicare dai risultati, ha fatto la differenza nei momenti cruciali del match.

L’abbraccio con Luna e l’amore per gli animali nel tennis moderno

Il giorno più importante della sua giovane carriera – quello della consacrazione – Mirra Andreeva ha voluto condividerlo con un’amica speciale, o meglio, a quattro zampe. Tra le foto di rito sul Philippe-Chatrier, la campionessa ha stretto al petto Luna, il cane bianco della sua storica allenatrice Conchita Martinez.

Una scena che ha fatto sorridere gli appassionati, ma che rappresenta molto più di una semplice tenerezza: nel tennis d’élite, ormai, i giocatori viaggiano sempre più spesso con i propri animali, tanto che il Roland Garros ha dovuto persino assumere un concierge dedicato esclusivamente alla cura dei pet delle stelle del circuito, per non parlare della recente tendenza a rilasciare veri e propri credential per permettere loro l’accesso alle aree riservate.

Se per le foto ufficiali ha prestato Luna, nel cuore di Andreeva c’è spazio soprattutto per Rassy, la sua labradoodle arrivata dopo una lunga attesa e rivelatasi un fondamentale supporto emotivo per superare i momenti difficili della sua ascesa al vertice.

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