Crisi Aeffe, l'allarme per i 221 licenziamenti tra Milano e San Giovanni

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   La crisi che sta investendo il gruppo Aeffe, holding di riferimento per marchi storici come Moschino e Alberta Ferretti, ha assunto contorni concreti e preoccupanti con l'avvio formale della procedura che porterà, se non si interverrà, all'esubero di 221 dipendenti. L'annuncio, giunto alla vigilia delle festività natalizie, ha colto molti di sorpresa, nonostante un anno trascorso per la quasi totalità del personale in regime di cassa integrazione straordinaria, un segnale di difficoltà che si è rivelato premonitore. "Abbiamo il sospetto che la crisi sia molto grave", dichiarano due rappresentanti sindacali, sottolineando come il clima fosse già teso da tempo, un malessere acuito dall'addio della stilista dal ruolo di art director, episodio interpretato dagli addetti ai lavori come un "brutto segnale" sul reale stato di salute dell'azienda. La notizia, che coinvolge le sedi di Milano e quelle del Riminese, getta un'ombra lunga su un comparto, quello tessile e della moda, che nella zona rappresenta un pilastro occupazionale e identitario.

Le reazioni politiche e il patrimonio territoriale a rischio

A intervenire sulla vicenda, con parole che mirano a rassicurare ma che tradiscono un'evidente apprensione, è stata la deputata Beatriz Colombo, la quale ha ribadito di seguire "con la massima attenzione" l'evolversi della situazione. Nel suo intervento, ha ricordato come il gruppo costituisca un "patrimonio economico, occupazionale e identitario" per il territorio, un riferimento specifico alla sede storica di San Giovanni in Marignano, dove tutto ebbe inizio negli anni Settanta grazie all'intuizione imprenditoriale di Alberta Ferretti e dove oggi, su un totale di 540 dipendenti del gruppo, 81 persone rischiano il posto di lavoro. La preoccupazione, dunque, trascende la dimensione meramente aziendale per toccare quella sociale di un intero distretto, che vede nella moda uno dei suoi fiori all'occhiello.

Il quadro complessivo del lavoro e il controsenso dei dati

Questa crisi settoriale si inserisce in un contesto locale, quello della provincia di Rimini, che in parte sembrerebbe mostrare segnali di ripresa sotto il profilo occupazionale. I dati, infatti, registrano per i primi nove mesi dell'anno un netto calo nel ricorso alla cassa integrazione, sceso del 26% passando da oltre 5 milioni di ore a 3,8 milioni. Un quadro generale in miglioramento che, tuttavia, nasconde profonde fragilità in specifici comparti, primo fra tutti quello tessile-moda, dove la crisi del gruppo Aeffe rappresenta il caso più eclatante e doloroso. La cassa integrazione straordinaria, attiva per l'azienda fino a fine anno, non è stata sufficiente a scongiurare la decisione dei vertici, creando un controsenso tra una tendenza statisticamente positiva e la realtà concreta di chi si trova a fronteggiare un futuro lavorativo incerto.

La trattativa sindacale e gli strumenti di attenuazione

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.