Raid russi su Zaporizhzhia e Kharkiv, almeno 17 morti a Zaporizhzhia: tre sono bambini
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Redazione Esteri
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Le forze russe hanno colpito nella notte e all'alba la città di Zaporizhzhia, nell'Ucraina sud-orientale, con bombe aeree guidate lanciate su quartieri residenziali. Il bilancio delle vittime è di almeno 17 persone, tra cui tre bambini, secondo quanto comunicato dalle autorità ucraine. Almeno 26 edifici residenziali sono stati danneggiati nei distretti di Shevchenkivskyi e Voznesenivskyi: si tratta di 23 palazzi e tre case private, con un colpo diretto su un edificio di cinque piani.
Le operazioni di soccorso e le testimonianze
I soccorritori hanno lavorato per ore tra le macerie degli edifici colpiti, cercando eventuali superstiti intrappolati sotto i detriti. Un volontario arrivato sul posto con la sua squadra ha raccontato di aver visto una donna, suo marito e un bambino sotto le macerie; due persone sono state tratte in salvo, ma una bambina non ce l'ha fatta.
Una residente di 69 anni di uno degli edifici colpiti ha riferito di aver avuto appena il tempo di rifugiarsi nel bagno dopo aver visto gli avvertimenti di un bombardamento imminente: i suoi vicini, una coppia di 75 anni, sono stati sbalzati in strada e non sono sopravvissuti fino all'arrivo in ospedale. Secondo la polizia nazionale ucraina, le forze russe hanno sganciato cinque bombe aeree guidate su quartieri residenziali del capoluogo regionale, due delle quali hanno colpito edifici abitati.
Il secondo attacco consecutivo sulla città
L'attacco di sabato mattina è il secondo consecutivo condotto con bombe plananti sul capoluogo regionale, situato a poche decine di chilometri dalla linea del fronte. Nella giornata precedente, venerdì 9 ottobre, un'altra incursione aerea aveva già danneggiato edifici residenziali nella stessa città. La sequenza di attacchi conferma la strategia russa di colpire ripetutamente i centri urbani ucraini con ordigni guidati a lunga gittata, difficili da intercettare per la difesa aerea.
Le autorità locali hanno segnalato danni anche a edifici non residenziali e a veicoli nelle vicinanze delle zone colpite.
Attacco missilistico nella periferia di Kharkiv
Nella serata di domenica 11 ottobre, un attacco missilistico russo ha colpito l'insediamento di Pisochyn, alla periferia di Kharkiv, la seconda città più grande dell'Ucraina. Il missile ha centrato una zona residenziale densamente popolata vicino a palazzi e negozi di alimentari, provocando un incendio poi domato dai vigili del fuoco.
Il bilancio è di tre morti – un ragazzo di 16 anni, una giovane donna di 19 anni e una donna di 51 anni – e almeno 22 feriti, tra cui una bambina di 8 anni ricoverata per una ferita da esplosione e una ragazza di 13 anni che ha riportato una reazione acuta da stress. La procura regionale di Kharkiv ha avviato un'indagine per crimini di guerra ai sensi dell'articolo 438 del codice penale ucraino. Nella stessa giornata, due bombe plananti avevano colpito il quartiere di Nemyshlyanskyi a Kharkiv, uccidendo una persona e ferendone almeno altre otto.
L'intensificazione degli attacchi e il quadro diplomatico
Secondo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, solo nell'ultima settimana la Russia ha lanciato circa 1.450 bombe aeree, 75 missili di vario tipo e oltre 1.640 droni d'attacco, di cui circa il 60 per cento a reazione.
Sul piano diplomatico resta il giallo sulla tregua energetica annunciata dal presidente americano Donald Trump, che avrebbe dovuto fermare gli attacchi contro le infrastrutture energetiche di entrambi i paesi: dal Cremlino non è arrivata alcuna conferma, mentre Zelensky ha dichiarato di non essere stato informato in anticipo e ha chiesto a Washington di precisare quando dovrebbe entrare in vigore il cessate il fuoco. Secondo quanto riportato da Axios, al momento la Russia non avrebbe accettato alcun tipo di tregua.
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