Euro digitale, Cipollone (Bce): affiancherà il contante, zero commissioni per i negozianti

Euro digitale, Cipollone (Bce): affiancherà il contante, zero commissioni per i negozianti
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Redazione Economia Redazione Economia   -   L'euro digitale non sostituirà il contante, ma lo affiancherà con gli stessi standard di sicurezza e a costo zero per i cittadini. È quanto ha dichiarato Piero Cipollone, membro del comitato esecutivo della Banca centrale europea, in un'intervista al Corriere della Sera, spiegando che lo strumento digitale nel telefonino avrà zero commissioni anche per i negozianti.

Un'alternativa pubblica ai circuiti privati

Secondo Cipollone, l'obiettivo è offrire un'opzione pubblica in un sistema dominato da operatori privati. «Ci sono 570 mila commercianti in Italia, che impiegano quasi due milioni di italiani», ha affermato, sottolineando che le commissioni elevate erodono margini già ridotti, costringendo gli esercenti a trasferire i costi sui prezzi. Con l'euro digitale, i costi per i piccoli commercianti potrebbero dimezzarsi, e lo strumento potrà integrarsi anche nelle soluzioni europee di pagamento private già esistenti.

Nel nostro Paese, realtà come Satispay e Bancomat partecipano ai lavori tecnici propedeutici all'introduzione.

Il cronoprogramma: test nel 2027, emissione nel 2029

Il progetto pilota è partito nell'estate del 2026 e i primi test prenderanno il via l'anno prossimo, con i primi pagamenti tra meno di dodici mesi. La sperimentazione, della durata di dodici mesi, coinvolgerà 36 prestatori di servizi di pagamento selezionati tra oltre 50 candidature arrivate da tutta l'area euro, insieme a commercianti e personale dell'Eurosistema, che testeranno la versione beta in situazioni quotidiane come acquisti nei negozi e pagamenti tra privati.

L'emissione definitiva è prevista nel 2029, a condizione che il regolamento europeo venga adottato entro la fine del 2026, come indicato dalla Banca d'Italia. Il costo complessivo dello sviluppo fino alla prima emissione è stimato in circa 1,3 miliardi di euro.

Offline, tetti di detenzione e privacy

L'euro digitale funzionerà sia online sia offline: in assenza di connessione, i pagamenti avverranno direttamente tra dispositivi, come avviene con il contante, garantendo un livello di privacy assimilabile a quello delle banconote. Per l'uso online sono previste tutele basate su tecniche crittografiche che consentono di verificare le transazioni senza esporre i dati personali.

Per scongiurare rischi per la stabilità finanziaria, gli utenti avranno un limite di detenzione nel portafoglio digitale, fissato intorno ai 3.000 euro, senza corresponsione di interessi. Le imprese potranno accumulare incassi solo temporaneamente, per un massimo di 24 ore. Il modello distributivo prescelto è di tipo intermediato: la Bce emette la moneta digitale, mentre banche e altri prestatori di servizi autorizzati gestiscono il rapporto con i clienti, preservando il legame con gli intermediari di fiducia ed evitando la disintermediazione del sistema bancario.

Il peso della geopolitica

L'accelerazione del progetto è legata anche a ragioni geopolitiche. Cipollone ha ricordato che l'invasione dell'Ucraina aveva già acceso l'attenzione europea sull'autonomia strategica, partendo dalla dipendenza energetica per poi estendersi ad altri settori. La dipendenza da infrastrutture di pagamento non europee espone l'area euro al rischio di dipendere da operatori esteri.

Attualmente circa due terzi delle transazioni con carte nell'area euro passano attraverso circuiti non europei, un dato che secondo la Banca d'Italia rende necessaria un'infrastruttura pubblica europea per i pagamenti digitali.

Sul fronte legislativo, il 23 giugno 2026 la commissione Affari economici e monetari del Parlamento europeo ha approvato la sua posizione sul pacchetto sulla moneta unica con 43 voti favorevoli, 14 contrari e un'astensione. Il testo dovrà ora passare il voto dell'assemblea plenaria.

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