Brazzale, la prima cartolarizzazione del magazzino in Italia: 10 milioni da Cdp e Cherry Bank
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Redazione Economia
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C’è un momento, nella vita di un formaggio a lunga stagionatura, in cui il suo valore potenziale è altissimo ma la sua esistenza finanziaria è, paradossalmente, invisibile. In attesa che il tempo completi la sua opera, quel prodotto rimane lì, in magazzino, a rappresentare un costo finanziario più che una risorsa. È una distorsione che Roberto Brazzale, patron dell’omonima azienda vicentina fondata nel lontano 1784, ha deciso di affrontare con uno strumento inedito per il panorama italiano: la cartolarizzazione del magazzino.
Un'operazione da 10 milioni di euro, realizzata con Cassa Depositi e Prestiti e Cherry Bank, che trasforma le forme di formaggio, da immobilizzo materiale, in una fonte di liquidità immediata, pronta per essere reinvestita nella crescita dell'azienda.
Il meccanismo del destocking: come il magazzino diventa liquidità
Il cuore dell’operazione, definita tecnicamente "destocking", è la società veicolo "Magazzino Italia Spv srl". Finanziata in parti uguali da Cdp e Cherry Bank, questa società acquista un insieme di prodotti freschi e semi-stagionati direttamente dal magazzino di Brazzale. L’azienda, in questo modo, incassa subito la liquidità senza dover attendere la fine del ciclo produttivo.
I formaggi, che rappresentano circa il 10% del magazzino totale, restano fisicamente nei depositi di Brazzale per completare la stagionatura, ma sono giuridicamente di proprietà della Spv, che li rivenderà una volta pronti per il mercato.
Ciò che rende questa operazione particolarmente interessante è la sua natura rotativa. I proventi derivanti dalla vendita dei formaggi stagionati non chiudono il cerchio, ma vengono utilizzati per finanziare l'acquisto di nuovi lotti di prodotto. Si innesca, così, un meccanismo virtuoso e continuativo che può accompagnare l'azienda nella gestione strutturale del suo capitale circolante, senza essere limitato a una singola iniezione di liquidità.
È un cambio di paradigma finanziario che, nelle intenzioni dei promotori, potrebbe essere paragonabile all’introduzione del factoring per i crediti commerciali.
Il quadro normativo e il caso Brazzale
Questa operazione pionieristica è stata resa possibile dal recente aggiornamento della Legge 130, la cosiddetta "Legge Pmi", che ha ampliato il perimetro dei beni cartolarizzabili. In precedenza, questo strumento finanziario era riservato a crediti, beni immobili e beni mobili registrati. Ora, invece, anche i beni mobili non registrati – come le merci in un magazzino – possono diventare oggetto di cartolarizzazione.
Questo rappresenta una svolta per tutte quelle imprese, soprattutto nel comparto agroalimentare, che hanno cicli produttivi lunghi e capitali ingenti immobilizzati in scorte di magazzino.
Per Brazzale, che nel 2025 ha raggiunto un fatturato di 340 milioni di euro, con 12 stabilimenti nel mondo e oltre 1.200 dipendenti, la liquidità ottenuta sarà destinata a finanziare un piano di investimenti concreti. L’azienda prevede di utilizzare le risorse per la realizzazione di un nuovo centro logistico, l’ampliamento del reparto di confezionamento, l’acquisto di nuovi macchinari e per rafforzare la propria presenza sui mercati internazionali, già presenti in oltre settanta Paesi.
Un nuovo modello per le imprese italiane
La dichiarazione di Roberto Brazzale, che ha sottolineato come "un magazzino di formaggio vale molto più del denaro" e "perfino più dell’oro", perché produce reddito, sintetizza efficacemente la portata del cambiamento. Con questa operazione, Cdp e Cherry Bank non si limitano a fornire credito, ma creano un modello finanziario replicabile. Andrea Nuzzi, direttore business di Cdp, ha espresso l'auspicio che sempre più aziende, non solo del settore lattiero-caseario, possano seguire l'esempio di Brazzale.
L'obiettivo è di estendere lo strumento ad altre filiere, dal vino alla moda, dove il magazzino rappresenta una quota significativa del capitale aziendale.




