La corsa fatale sulla Colombo, il video che inchioda il conducente della Bmw
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Nella notte tra il 23 e il 24 ottobre 2025, un frastuono di lamiere stravolge il silenzio di via Cristoforo Colombo, spezzando l’esistenza di Beatrice Bellucci, vent’anni appena compiuti, che gli amici chiamavano affettuosamente Bibbi. La dinamica di quell’impatto, che ha visto una potente Bmw piombare con violenza inaudita sulla Mini Cooper guidata dall’amica Silvia Piancazzo – miracolosamente sopravvissuta ma ancora in lotta per la guarigione in ospedale – trova oggi una testimonianza agghiacciante e inequivocabile. Un video, infatti, è stato acquisito dagli investigatori e costituisce ora il cuore pulsante dell’inchiesta, offrendo una prospettiva finora inedita e drammaticamente ravvicinata degli attimi che precedettero la tragedia.
La telecamera del passeggero e la sequenza degli eventi
Le immagini, che gli inquirenti stanno analizzando in ogni fotogramma, sono state girate dal passeggero che si trovava a bordo dell’auto di maggior potenza, condotta da Luca Girimonte, ventiduenne al centro delle indagini. Quel che ne emerge, secondo quanto appurato da chi ha visionato il filmato, non è la scena di una gara organizzata, bensì la documentazione di una guida spericolata e di una velocità eccessiva, elementi che, combinandosi con quella che viene descritta come una palese inesperienza, hanno reso l’esito dello scontro semplicemente inevitabile. La sequenza visuale mostra, in maniera cruda e senza filtri, l’avvicinamento folle della vettura alla Mini, seguito dal tremendo tamponamento che ha proiettato l’auto più piccola contro un albero, un pino nella zona di piazza dei Navigatori, con esiti letali per la giovane Bellucci.
Il valore probatorio del filmato per l’inchiesta
Il valore di quelle riprese, per i magistrati e per gli agenti che lavorano al caso, è inestimabile, poiché fissa in modo oggettivo, al di là di ogni possibile ricostruzione a posteriori, le condizioni di guida del giovane alla guida della Bmw. Le indagini, che procedono senza sosta, si avvalgono così di un tassello probatorio di eccezionale forza, capace di chiarire, senza lasciare adito a dubbi, responsabilità e condotte. Il filmato, del resto, sembra escludere altre concause immediate, concentrando l’attenzione sulla condotta di chi era al volante del veicolo che ha originato la collisione, una condotta che gli investigatori ritengono improntata a una grave irresponsabilità.
Le conseguenze giudiziarie e il percorso della legge
Alla luce di tali elementi, la posizione di Luca Girimonte si è inevitabilmente aggravata, mentre la procura procede nell’istruttoria che dovrà accertare ogni profilo di responsabilità penale. Il percorso giudiziario, che si snoderà nei prossimi mesi, avrà in quel video uno dei suoi cardini fondamentali, una testimonianza muta eppure assordante della leggerezza con cui sono state trattate delle vite umane. Da un lato, c’è una famiglia distrutta che piange una figlia; dall’altro, un’amica ferita nel e nell’anima; in mezzo, la fredda procedura della giustizia che cerca risposte e, soprattutto, verità per tutte le parti coinvolte, senza che nulla possa però restituire ciò che è stato tragicamente perduto.




