Ucraina sotto allarme aereo, Lavrov prova a ricucire con gli Stati Uniti
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Redazione Esteri
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Le sirene dell'allarme aereo hanno nuovamente risuonato in vaste aree del paese, da Kiev a Sumy, da Kharkiv a Dnipropetrovsk, in una notte segnata dalla minaccia concreta di un attacco con armi balistiche. L'Amministrazione militare della capitale ha diramato l'alert, confermando uno stato di massima allerta mentre la popolazione, ormai assuefatta a questa routine del terrore, si rifugiava nei ricoveri. Questa nuova ondata di paura giunge in un momento di estrema vulnerabilità per le infrastrutture civili, molte delle quali, colpite sistematicamente, lasciano intere città al buio e senza servizi essenziali.
Il fronte e le difficoltà ucraine
Sul terreno, la pressione militare russa non accenna a diminuire, concentrandosi in particolare sulla difesa dello snodo strategico di Pokrovsk e sull'area di Kupyansk, dove le forze ucraine faticano a contenere l'avanzata. A complicare ulteriormente il quadro operativo, contribuisce il ritardo nell'invio delle armi promesse dalla Nato, un intoppo legato allo shutdown politico americano che priva Kiev di rifornimenti cruciali in un frangente così delicato. A Kharkiv, circa centomila persone devono fare i conti con le conseguenze dei recenti raid, trovandosi private di elettricità, acqua e riscaldamento in un assedio che colpisce indiscriminatamente.
La diplomazia di Lavrov
In questo scenario bellico, il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha lanciato un messaggio a Washington, dichiarandosi pronto a un incontro con il segretario di Stato americano Marco Rubio. "Comprendiamo la necessità di una comunicazione regolare", ha affermato Lavrov, sottolineando come un eventuale dialogo sarebbe essenziale "per discutere la questione ucraina e promuovere l'agenda bilaterale". Questa apertura, tuttavia, è stata netta nell'escludere qualsiasi passo indietro sulle condizioni fondamentali di Mosca per porre fine al conflitto, rimarcando una posizione che non sembra ammorbidirsi nonostante le offensive.
Il contesto internazionale
Il tentativo di Lavrov di ricucire un canale diplomatico diretto con gli Stati Uniti arriva dopo il fallimento degli sforzi di mediazione del presidente Donald Trump e l'improvvisa cancellazione del vertice che avrebbe dovuto tenersi con Vladimir Putin. Quel summit, annullato proprio in seguito alla telefonata andata male tra i due ministri degli Esteri, rappresentava una potenziale speranza di dialogo, ora evaporata. La guerra, che rimane il conflitto più sanguinoso in Europa dalla Seconda guerra mondiale, prosegue quindi su un doppio binario: quello dei combattimenti, sempre più cruenti, e quello delle trattative, ancora in uno stallo profondo.




