L’Ue allenta la morsa sulle emissioni auto: via libera alla flessibilità fino al 2027

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Bruxelles ha deciso di concedere una tregua alle case automobilistiche europee, modificando – seppur temporaneamente – i criteri stringenti che avrebbero imposto, già dal 2025, sanzioni miliardarie per chi non rispettava i limiti di CO2. L’emendamento al regolamento 2019/631, depositato ieri dalla Commissione, introduce un sistema di valutazione triennale – anziché annuale – delle emissioni, diluendo così la pressione sui costruttori che faticano ad adeguarsi alle norme. Una mossa che, se da un lato evita l’impatto immediato di multe salate, dall’altro non cancella l’obiettivo finale della decarbonizzazione, semplicemente posticipandone alcune tappe.

Il provvedimento, che rientra nel piano industriale per l’auto presentato lo scorso 5 marzo, rappresenta una risposta diretta alle pressioni dell’Acea, l’associazione europea dei produttori, da mesi in prima linea nel chiedere margini più ampi e incentivi aggiuntivi per la transizione elettrica. "Un passo positivo, ma ora servono più colonnine di ricarica e sostegni fiscali", ha commentato l’organizzazione, sottolineando come la sfida tecnologica richieda tempo e risorse. Di parere opposto Transport & Environment, che ha bollato la deroga come un "errore", ammonendo Bruxelles a non concedere ulteriori proroghe oltre il 2027.

Quello delle emissioni è un nodo cruciale per un’industria, come quella automobilistica, ancora stretta tra i costi della riconversione e la concorrenza globale. Se alcune case – soprattutto quelle tedesche – hanno accelerato sull’elettrico, altre arrancano, e senza correttivi rischierebbero di finire schiacciate tra normative sempre più severe e la domanda di mercato, che in molti Paesi fatica a decollare. L’emendamento, in questo senso, funziona da ammortizzatore: permette di calcolare la media delle emissioni su un arco di tre anni, evitando penalizzazioni per chi, in una singola annualità, sfora i parametri.

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