Lagarde archivia la stagflazione: “Concetto anni ’70, oggi l’occupazione è ai massimi”

Lagarde archivia la stagflazione: “Concetto anni ’70, oggi l’occupazione è ai massimi”
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Redazione Economia Redazione Economia   -   Christine Lagarde, presidente della Bce, ha liquidato con fermezza ogni timore di stagflazione per l’area euro, nel corso di un intervento al forum annuale di Sintra, in Portogallo. La numero uno dell’istituto di Francoforte ha definito lo spettro della combinazione tra stagnazione economica e inflazione elevata un “concetto degli anni Settanta”, che non trova riscontro nella situazione attuale del Vecchio continente.

Nel suo discorso, Lagarde ha voluto sottolineare come le condizioni macroeconomiche odierne siano radicalmente diverse da quelle che, mezzo secolo fa, affliggevano le economie occidentali, con tassi di disoccupazione elevati e una crescita debole che alimentavano una spirale recessiva.

Un concetto che non si replica

“Ripeterò quello che ho già detto in passato – ha spiegato Lagarde – la stagflazione è un concetto che appartiene a un’altra epoca e che non ritengo si stia replicando oggi”. La presidente ha puntato il dito contro un parallelo che, a suo avviso, risulta anacronistico: le circostanze economiche e sociali sono profondamente mutate, così come le risposte di politica monetaria a disposizione delle banche centrali.

L’occupazione, ha rimarcato, rappresenta il termometro più affidabile di questa diversa realtà: nell’Eurozona si registrano attualmente i massimi storici per quanto riguarda il tasso di occupazione, con un dato che continua a salire nonostante qualche fisiologico rallentamento congiunturale.

Il mercato del lavoro tiene il passo

Lagarde ha insistito particolarmente sul fronte del lavoro, definendolo un pilastro della strategia della Bce per scongiurare scenari recessivi. “Ci saranno lavori diversi – ha precisato – ma l’occupazione continua a crescere, e la partecipazione al lavoro segue un trend positivo che non accenna a invertirsi”. La lettura della presidente è chiara: la capacità di assorbimento del mercato del lavoro europeo sta fungendo da ammortizzatore sociale, impedendo che il rallentamento dell’attività economica si traduca in una contrazione dei redditi tale da innescare una crisi prolungata.

Il quadro che ne deriva è quello di un’economia che, pur affrontando sfide strutturali, conserva una resilienza di fondo che la distanzia dagli scenari più cupi degli anni Settanta.

Inflazione: il genio resta nella lampada

Sul fronte dei prezzi, il messaggio di Lagarde è stato altrettanto categorico: “Stiamo prendendo tutti i passi giusti per assicurare la stabilità dei prezzi, non permetteremo che l’inflazione esca dalla lampada del genio”. Con questa metafora, la presidente ha voluto rassicurare i mercati e i cittadini sul fatto che la Bce non abbasserà la guardia nella lotta contro il rialzo dei prezzi, ma senza cedere a un eccesso di allarmismo.

La strategia adottata, ha spiegato, si basa su misure mirate e su un monitoraggio costante degli indicatori, in modo da intervenire tempestivamente senza dover ricorrere a correzioni brusche che potrebbero soffocare la ripresa.

La stretta di giugno, una scelta scontata

La presidente ha difeso anche la decisione, presa all’unanimità dal Consiglio direttivo lo scorso giugno, di procedere con un nuovo rialzo dei tassi di interesse, una mossa che ha definito non solo necessaria ma quasi “ovvia”. “Avevamo le circostanze monetarie perfette per farlo – ha affermato – incluse le aspettative del mercato, e la decisione era così chiara che abbiamo ottenuto un consenso unanime”.

La stretta monetaria rientra, secondo Lagarde, in un percorso di normalizzazione della politica economica, che tiene conto delle aspettative di inflazione e della necessità di ancorarle su livelli compatibili con l’obiettivo del 2%. La Bce, ha concluso, continuerà a operare con il massimo della flessibilità, senza farsi condizionare da scenari del passato che oggi, almeno secondo la presidente, non hanno alcuna possibilità di ripetersi nell’Eurozona.

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