Ucraina, Kallas accusa Trump: «Spinge Kiev alla resa»
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Redazione Esteri
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Le pressioni degli Stati Uniti sull’Ucraina per arrivare a un accordo con la Russia sono finite al centro delle dure accuse di Kaja Kallas, che considera il rischio di una resa alle condizioni di Vladimir Putin una minaccia per la sovranità di Kiev. L’Alta rappresentante dell’Unione europea per la politica estera ha contestato la linea diplomatica dell’amministrazione di Donald Trump durante un intervento al Parlamento europeo, mentre in Norvegia si svolgevano nuovi colloqui per cercare una soluzione alla guerra. La presa di posizione riaccende il confronto tra Washington e i partner europei sulla natura delle trattative e sulle concessioni che potrebbero essere richieste alla parte aggredita.
Le accuse di Kallas e il ruolo europeo nei negoziati
Secondo Kallas, i negoziatori americani tentano da circa un anno e mezzo di spingere l’Ucraina ad accettare condizioni favorevoli al presidente russo. La dirigente europea ha attribuito alla continuità del sostegno dell’Europa la capacità di Kiev di resistere a queste pressioni, sostenendo che senza tale appoggio il rischio di una capitolazione sarebbe stato maggiore. La sua posizione riguarda anche la partecipazione europea al processo diplomatico: per l’Alta rappresentante, i Paesi del continente devono avere un ruolo effettivo al tavolo, in modo da bilanciare un’impostazione americana che, a suo giudizio, rischia di avvicinarsi troppo alle richieste di Mosca.
Le critiche trovano un parallelo nelle parole di Alexander Morozov, responsabile del Centro Nest, struttura dedicata alla ricerca sulle strategie eurasiatiche e sulla politica interna russa. L’analista ritiene che la pressione esercitata da Trump su Kiev finisca per obbligare la vittima dell’aggressione ad accettare le condizioni imposte dall’aggressore. In questa prospettiva, la mediazione perde la propria funzione quando non mantiene una posizione sufficientemente equilibrata tra le parti. La questione non riguarda soltanto la possibilità di raggiungere un’intesa, ma anche le condizioni politiche e di sicurezza sulle quali dovrebbe fondarsi un eventuale accordo.
Perché la diplomazia americana incontra ostacoli
Un elemento di difficoltà è rappresentato dalla posizione del Cremlino. Secondo la valutazione di Steve Rosenberg, responsabile della redazione russa della BBC, Vladimir Putin non avverte attualmente una pressione tale da costringerlo a porre fine alla guerra. Questa lettura mette in evidenza una differenza tra l’urgenza americana di promuovere un’intesa e gli incentivi che Mosca avrebbe a modificare la propria strategia. Se una delle parti non ritiene necessario interrompere il conflitto, la ricerca di un compromesso diventa più difficile, soprattutto quando le condizioni proposte sono contestate da Kiev e dai suoi sostenitori europei.
Il confronto diplomatico comprende anche proposte che puntano a conciliare la sovranità ucraina con le preoccupazioni di sicurezza russe, con l’obiettivo di costruire un assetto europeo più stabile. Il punto decisivo è stabilire quali garanzie possano rendere un accordo sostenibile senza trasformare la fine delle ostilità in un’imposizione unilaterale. La disponibilità a negoziare, infatti, non equivale automaticamente alla convergenza sulle condizioni della pace: restano centrali le garanzie di sicurezza, le richieste territoriali e la capacità delle parti di accettare un compromesso.
Il prossimo passaggio dei colloqui tra Washington, Kiev e Mosca
Un nuovo elemento è arrivato da Mosca dopo l’incontro tra Putin e l’inviato americano Steve Witkoff a San Pietroburgo. Secondo quanto riferito dall’Associated Press, il presidente russo ha accettato in linea di principio di riprendere i negoziati trilaterali con Ucraina e Stati Uniti, con colloqui previsti a livello tecnico nella seconda metà di novembre. La ripresa dei contatti si inserisce in un percorso che comprende anche la definizione di un quadro di sicurezza per il periodo successivo al conflitto, tema destinato a incidere direttamente sulle condizioni di qualsiasi intesa.
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