Pamela Noutcho Sawa, la regina del ring che unisce Bologna e lo Spezzino
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Redazione Sport
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È stata una di quelle serate che, per intensità e significato, segnano indelebilmente la cronaca sportiva di una città, trasformando un evento in un capitolo di storia. Al PalaDozza, gremito da circa duemila spettatori, l’atmosfera era carica di un’attesa febbrile, destinata a esplodere in un boato liberatorio quando Pamela Malvina Noutcho Sawa è stata proclamata, al termine di una prova di tecnica e cuore, nuova campionessa mondiale Ibo dei pesi leggeri. L’incontro, il primo mai disputato a Bologna per un titolo iridato di pugilato, ha visto l’azzurra della Bolognina Boxe prevalere ai punti sulla più navigata avversaria argentina Karen Elizabeth Carabajal, consegnando alla città un trofeo che va ben al di là del semplice successo sportivo.
Un percorso ascendente coronato dal trionfo
Quella di Pamela Noutcho Sawa, trentatreenne di origini camerunesi e infermiera all’Ospedale Maggiore, non è un’ascesa fulminea ma il frutto maturo di un meticoloso lavoro di costruzione, i cui gradini sono rappresentati dal titolo italiano conquistato nel 2022 e dalle due cinture europee vinte in sequenza. Contro la Carabajal, pugile dalla notevole esperienza internazionale e dotata di un sinistro particolarmente efficace e di una mobilità elusiva, la sfida appariva tremenda su carta; la Noutcho Sawa, che mantiene intatta la sua striscia di imbattibilità con dieci vittorie in altrettanti match, ha saputo gestire la complessità del match, dimostrando una crescita tattica che le ha permesso di neutralizzare i principali punti di forza dell’avversaria.
Il valore di una dedizione che va oltre il ring
Subito dopo il verdetto, la nuova campionessa ha voluto dedicare il titolo “a chi non vive in dignità, dalla Palestina al Sudan”, un gesto che, al di là del suo intrinseco valore umanitario, racconta di un’atleta con una forte consapevolezza sociale, capace di utilizzare la visibilità ottenuta sul quadrato per dare voce a chi non ne ha. Questo impegno, che si affianca alla sua professione quotidiana in corsia, delinea il ritratto di una sportiva completa, le cui vittorie risuonano in ambiti diversi, unendo l’eccellenza atletica a una sensibilità che travalica i confini del ring.
L’importanza di una squadra affiatata
Un riconoscimento particolare, in questa cavalcata trionfale, va riservato al lavoro tecnico di Alessandro Dané, allenatore spezzino e punto di riferimento della Bolognina Boxe, la cui guida è stata determinante nel forgiare una campionessa mondiale. La sua presenza, insieme a quella di un nutrito gruppo di sostenitori giunti dalla Liguria, ha sottolineato come questo successo sia il risultato di una sinergia che unisce idealmente Bologna e La Spezia, dimostrando come il valore di una squadra coesa sia un ingrediente fondamentale per raggiungere vette così ambite. Il suo contributo, fatto di preparazione meticolosa e di una profonda comprensione della disciplina, ha fornito a Pamela Noutcho Sawa gli strumenti per compiere il passo decisivo della sua già luminosa carriera.




