Chiara Balistreri denunciata dal suo carnefice: “Follia, solo in Italia”
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La telefonata dalla questura, quella che nessuna vittima vorrebbe mai ricevere, è arrivata a interrompere un sonno già agitato. Chiara Balistreri, la ventitreenne influencer bolognese diventata simbolo di una battaglia solitaria contro la violenza di genere, ha scoperto così che il suo incubo più grande non solo si ripresentava, ma assumeva i contorni paradossali di una denuncia a suo carico. A muovere i fili di questo nuovo, straziante capitolo giudiziario è sempre lui, Gabriel Costantin, il romeno che l’ha massacrata di botte per anni – riducendole il volto in maschera di sangue e fratturandole il naso nel 2022 – e che ora, forte di una condanna in appello a cinque anni e nove mesi per maltrattamenti e lesioni, ha deciso di controbattere accusandola di diffamazione. “Questo è l’unico Paese in cui tu, vittima, vieni denunciata dal tuo carnefice”, esclama la ragazza in un video pubblicato sui social, dove appare seria e profondamente scossa, ben lontana dalle lacrime a singhiozzi del giorno precedente. La sua voce, rotta dalla rabbia più che dalla paura, restituisce l’essenza grottesca di una vicenda giudiziaria che sembra ribaltare ogni principio di tutela per chi, come lei, ha avuto il coraggio di denunciare.
Il braccialetto elettronico e la paura di una nuova fuga
Il primo allarme, quello che ha innescato la reazione a catena, era scattato solo ventiquattr’ore prima, quando la polizia l’aveva informata che Costantin sarebbe stato rimesso in libertà tra non più di due giorni. Una decisione, quella della Corte d’Appello, che prevede l’affidamento ai domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico; un dispositivo che Balistreri rifiuta categoricamente, ritenendolo uno strumento inefficace e illusorio. La ragazza, ex concorrente dell’Isola dei Famosi, ha sottolineato come il suo aguzzino tornerà ad abitare nella stessa casa in cui lei “ha quasi perso la vita” e dove attualmente vivono due bambine minorenni, evidenziando il rischio concreto rappresentato da un uomo che, in passato, è già riuscito a evadere dagli arresti domiciliari e che, persino dietro le sbarre, si è reso protagonista di episodi violenti, arrivando a fratturare la mandibola a un compagno di cella. “Se a me dovesse mai succedere qualcosa, mi devono avere sulla coscienza tutti quelli che hanno preso la decisione di rimandarlo a casa l’ennesima volta”, ha dichiarato, gettando un’ombra di angoscia sulla mancata percezione del pericolo da parte dell’autorità giudiziaria.
L’accusa di diffamazione: “Io in carcere, lui libero”
E proprio mentre cercava di metabolizzare la notizia del prossimo rientro in libertà del suo persecutore, ecco la seconda doccia gelata: la convocazione in questura e la notifica di una denuncia per diffamazione firmata proprio da Costantin. Il paradosso, per Chiara Balistreri, è assoluto: da anni paga il conto salato della sua testimonianza, ha denunciato le violenze subite prima alle forze dell’ordine e poi, nel novembre del 2024, pubblicamente su TikTok per mettere in guardia altre ragazze; e ora si vede rigirare contro le sue stesse parole. “Diffamazione per cosa? – si chiede retoricamente nel video – Per il fatto di avere raccontato di una legge che non ci tutela, di uno Stato che non fa quello che dovrebbe?”. La sua riflessione amara approda a un ribaltamento dei ruoli che definisce una “follia”: mentre l’ex compagno, condannato per averle spezzato le ossa e la dignità, si prepara a tornare tra le mura domestiche, lei rischia concretamente di finire in carcere per essersi ribellata a quella ingiustizia. “Ridendo e scherzando, lui magari esce e io invece ci entro”, ha sintetizzato, mostrando i fogli della denuncia come fossero prova di un’assurda beffa processuale.
La solitudine della vittima in uno “Stato che non tutela”
Nel suo sfogo, ripreso dalle principali agenzie di stampa tra lunedì 13 e martedì 14 aprile, Balistreri non lesina critiche al sistema, sottolineando come la decisione di concedere i domiciliari sia stata presa da tre donne, un dettaglio che – a suo dire – rende il tradimento delle aspettative ancora più doloroso. La sua storia, fatta di denunce depositate e di un percorso giudiziario che ha visto l’uomo scappare in Romania prima di essere tratto in arresto, si intreccia ora con l’accusa di diffamazione, un’arma che rischia di avere un effetto deterrente tremendo su chiunque, in futuro, pensi di raccontare la propria verità. Se lo scopo di chi maltratta è isolare la vittima e toglierle credibilità, l’operazione messa in atto dall’ex fidanzato sembra purtroppo riuscita perfettamente. La giovane, che aveva sperato nella giustizia dopo la condanna in appello, si ritrova così spogliata anche di “quel briciolo” di soddisfazione che le era stato concesso. E mentre Gabriel Costantin attende il trasferimento dal carcere alla libertà, Chiara Balistreri resta in attesa di sapere cosa accadrà a lei, vittima che oggi si sente, a tutti gli effetti, sotto accusa.




