Qualcosa di lilla, la bulimia raccontata senza filtri da Federica Pala e Alessandro Tersigni

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Stasera su Rai 1, e contestualmente in streaming su RaiPlay, va in onda «Qualcosa di lilla», un film per la televisione che sceglie di non girarsi dall’altra parte. Il tema è spinoso, doloroso, spesso ridotto a silenzio o a statistiche asettiche: i disturbi alimentari in adolescenza. La regia, che non viene declinata nei comunicati stampa come unico faro narrativo, costruisce la storia intorno a Nicole, una quindicenne che vive sulla propria pelle – e sulla propria psiche – il lento scivolare nella bulimia nervosa. Figlia di genitori separati, la ragazza si muove in un equilibrio già fragile tra il rapporto complicato con la madre Veronica e la ricerca di rifugio presso il padre Cristiano, interpretato da Alessandro Tersigni. L’arrivo di Luce, un’amica dal carisma magnetico ma altrettanto fragile, funge da detonatore: quello che sembra un legame di sorellanza si trasforma in un’iniziazione agli eccessi, alla perdita di controllo, alla malattia che diventa compagna segreta.

Federica Pala: «Una malattia subdola. Noi giovani abbiamo troppa consapevolezza»

A reggere il peso della protagonista c’è Federica Pala, giovane promessa del cinema italiano, che ha affrontato la preparazione al ruolo con una cautela quasi maniacale. «Non volevo mancare di rispetto a chi soffre davvero di questi disturbi», ha dichiarato l’attrice, spiegando di aver lavorato su due binari paralleli. Da un lato ha attinto alla propria esperienza di adolescente, a quella leggerezza che oggi fatica a trovare nei coetanei: «La troppa consapevolezza di noi giovani ci toglie la leggerezza, e questo non è giusto». Dall’altro lato, e qui sta il nocciolo del lavoro d’attore, ha studiato la bulimia nelle sue manifestazioni più intime, cercando di restituirle senza spettacolarizzazione. Nel film c’è una frase, citata più volte in anteprima, che suona come un pugno nello stomaco: «Nicole è più innamorata della malattia che delle persone che la amano». Non un giudizio, ma una fotografia clinica ed emotiva insieme.

Alessandro Tersigni, il padre che non sa parlare alla figlia

Alessandro Tersigni, volto noto al pubblico per essere stato uno dei protagonisti de «Il Paradiso delle Signore», torna in tv con un ruolo lontano anni luce dalle atmosfere patinate del daytime. Qui interpreta Cristiano, il padre di Nicole, un uomo spiazzato dalla separazione e ancor più dal crollo silenzioso della figlia. Il suo personaggio incarna quel senso di colpa diffuso che molti genitori provano di fronte a un disagio che non vedono arrivare: ama Nicole, cerca di esserle vicino, ma si scontra con una barriera fatta di vergogna e segreti. «L’unica con cui non riuscivo a parlare», ha detto l’attore riferendosi alla propria moglie nel film, ma la frase – tolta dal contesto narrativo – suona come una chiave di lettura dell’intera opera. Perché «Qualcosa di lilla» non parla solo di cibo e di vomito, ma di comunicazione spezzata, di affetto che non trova le parole giuste, di adolescenti che scelgono la malattia come linguaggio estremo.

Un film che non giudica, ma mostra le crepe

La trama, asciutta nei suoi snodi principali, si regge su pochi elementi narrativi ma efficaci: la separazione dei genitori, l’amicizia tossica con Luce, la quotidianità di una ragazza che smette di mangiare in modo normale senza che nessuno, intorno a lei, sappia davvero come intervenire. Il titolo «Qualcosa di lilla» evoca una tonalità morbida, quasi eterea, che contrasta con la durezza dei comportamenti messi in scena. E forse è proprio questo il punto: la malattia, nei suoi esordi, si mimetizza, si tinge di colori tenui, diventa un segreto quasi protetto. Il cast, oltre a Pala e Tersigni, include attori funzionali alla narrazione senza eccessi di protagonismo, e l’intera operazione – prodotta per la tv di Stato – cerca di evitare sia l’effetto pamphlet sia la morbosità. Resta il racconto di un che chiede aiuto distruggendosi, e di una famiglia che impara a vedere ciò che aveva scelto di ignorare. In onda alle 21.50 su Rai 1 e RaiPlay.

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