Egitto-Nuova Zelanda 3-1, la rimonta dei Faraoni vale la qualificazione agli ottavi

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La seconda giornata del gruppo G dei Mondiali di calcio 2026, in corso di svolgimento in Canada, ha regalato emozioni e colpi di scena, in particolare allo stadio di Vancouver dove l'Egitto ha messo in scena una rimonta che vale molto più di tre punti. I Faraoni, infatti, hanno ribaltato il parziale iniziale sfavorevole contro la Nuova Zelanda, chiudendo il match sul punteggio di 3 a 1 e compiendo un passo decisivo verso la qualificazione ai sedicesimi di finale.

Un risultato costruito con pazienza e carattere, elementi che hanno permesso alla selezione nordafricana di gestire le difficoltà iniziali per poi esplodere nella ripresa, trascinata dalle giocate dei suoi uomini di maggiore esperienza e talento.

L'avvio di partita, per i ragazzi guidati da Hassan, è stato tutt'altro che semplice. La Nuova Zelanda, scesa in campo con grande determinazione, ha immediatamente alzato il baricentro e messo in difficoltà la retroguardia egiziana con una pressione costante e ben orchestrata.

Gli attaccanti neozelandesi, capitanati da Wood, hanno creato più di un'occasione nei primi minuti, trovando infine la via del gol al quattordicesimo minuto. È stato Surman a sbloccare il risultato con un imperioso colpo di testa, preciso e potente, sugli sviluppi di un calcio d'angolo che ha colto di sorpresa la difesa dei Faraoni, ancora una volta in ritardo nell'uscita sui cross. L'Egitto, messo alle corde e sotto shock per l'andamento della frazione, ha stentato a trovare le contromisure, mostrando una manovra confusa e poco incisiva.

Solo dopo la pausa per l'hydration break, concessa per le alte temperature del pomeriggio canadese, si è vista una timida reazione, culminata al quarantaseiesimo minuto con una conclusione di Ashour che, deviata, è terminata di poco a lato del palo, suggellando un primo tempo chiuso con il punteggio di 1 a 0 per gli All Whites.

La svolta nella ripresa: pressing e cinismo sottoporta

L'atteggiamento visto al rientro dagli spogliatoi è stato radicalmente diverso, come se l'intervallo fosse servito a cancellare l'ansia e le incertezze della prima mezz'ora. Gli egiziani sono tornati in campo con un'altra faccia, aggredendo gli avversari con un pressing alto, asfissiante e organizzato, che ha lentamente messo in crisi la solidità difensiva della Nuova Zelanda. I neozelandesi, inizialmente granitici e attenti nelle chiusure, hanno cominciato a commettere errori e a perdere palloni pericolosi nella propria trequarti.

La pressione costante ha portato i suoi frutti al cinquantottesimo minuto, quando Ziko, entrato nella ripresa con grande veemenza, ha raccolto un assist al bacio per l'1-1, dando il via alla rimonta dei Faraoni e cambiando completamente l'inerzia del match. L'Egitto ha continuato a spingere e la svolta definitiva è arrivata al sessantasettesimo minuto con il gol del 2-1 firmato da Mohamed Salah, l'uomo che, come spesso accade, si è preso la scena nel momento più delicato.

L'attaccante, già protagonista di un assist di pregevole fattura per il pareggio, ha trovato la via della rete con una conclusione chirurgica, mettendo a segno una doppietta di partecipazione offensiva che ha galvanizzato la squadra e i sostenitori presenti sugli spalti.

La rete di Salah ha aperto definitivamente le danze e la Nuova Zelanda, costretta a scoprirsi per cercare il pareggio, ha lasciato maggiori spazi alle ripartenze egiziane. I Faraoni hanno sfruttato con intelligenza questa situazione, amministrando il vantaggio e andando a chiudere il match all'ottantaduesimo minuto grazie a un'altra rete, questa volta siglata da Mahmoud Hassan, che ha insaccato il pallone del definitivo 3-1.

Il gol ha sancito la superiorità mostrata dagli egiziani nella ripresa e ha gelato le residue speranze dei neozelandesi, apparsi sempre più sfiancati dal ritmo imposto dagli avversari. Il risultato finale di 3 a 1 premia il carattere e la capacità di soffrire mostrata dalla squadra africana, che ha saputo ribaltare un punteggio sfavorevole senza perdere la bussola, dimostrando una maturità agonistica che potrebbe rivelarsi un'arma preziosa nel proseguo della competizione iridata.

Il pareggio nell'altro girone tra Uruguay e Capo Verde

Nella stessa giornata, ma in un altro stadio situato a Miami, negli Stati Uniti, si è disputato l'incontro valido per il gruppo H tra Uruguay e Capo Verde, conclusosi con un pareggio per 2 a 2 che lascia tutto in bilico per la qualificazione. La partita, ricca di emozioni e colpi di scena, ha visto i capoverdiani passare in vantaggio al ventunesimo minuto con una rete di Kevin Pina, ma i sudamericani hanno reagito prontamente trovando il pareggio al quarantaquattresimo con Maximiliano Araujo.

Un'azione convulsa che ha portato anche al secondo gol uruguaiano, realizzato da Agustin Canobbio nel recupero del primo tempo, al quarantacinquesimo più sei, portando gli uruguaiani sul 2-1 all'intervallo. La ripresa ha visto la reazione della selezione africana, che ha trovato il gol del definitivo 2-2 al sessantunesimo grazie a Varela, fissando un risultato che non soddisfa appieno nessuna delle due formazioni, ma che tiene aperte tutte le possibilità di accesso alla fase successiva.

Mentre il pareggio tra sudamericani e africani tiene in bilico le sorti del gruppo H, l'Egitto, con la vittoria ottenuta a Vancouver, si trova ora in una posizione estremamente favorevole per il passaggio del turno. La partita contro la Nuova Zelanda ha evidenziato la profondità della rosa egiziana e la capacità della squadra di reagire alle avversità, qualità che, unite al talento individuale di giocatori come Salah e alla regia di Hassan, potrebbero fare la differenza nei prossimi impegni.

I Faraoni ora attendono con fiducia gli altri risultati del girone, sapendo di avere in mano il proprio destino e di poter sognare un percorso che li porti lontano in questo Mondiale.

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