Egitto nella storia: Australia battuta ai rigori, Faraoni agli ottavi per la prima volta

Egitto nella storia: Australia battuta ai rigori, Faraoni agli ottavi per la prima volta
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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L'Egitto ha conquistato per la prima volta nella sua storia il passaggio agli ottavi di finale di un Mondiale di calcio, superando l'Australia al termine di una sfida che si è decisa soltanto dopo i calci di rigore. La partita, giocata ad Arlington in Texas, si era chiusa sull'1-1 dopo i tempi regolamentari e i supplementari, con i Faraoni che hanno poi prevalso per 4-2 dal dischetto regalando a un'intera nazione un traguardo mai raggiunto prima d'ora.

La selezione africana, guidata dal suo simbolo Mohamed Salah, ha così dimostrato di saper gestire la pressione dei momenti decisivi, capitalizzando gli errori degli avversari e scrivendo una pagina importante per il calcio del continente africano in questa rassegna iridata.

La cronaca di una sfida equilibrata

Il match si è mantenuto in bilico per tutti i 120 minuti, con le due squadre che si sono studiate a lungo senza riuscire a prevalere in modo netto. L'Australia ha sfiorato il gol per prima grazie a un tentativo dalla lunga distanza di Volpato, il cui mancino ha scheggiato la parte alta della traversa lasciando intendere le intenzioni degli oceanici di non voler aspettare passivamente gli eventi.

È stato però l'Egitto a passare in vantaggio al 13', quando Hafez ha servito un traversone preciso dalla destra per la testa di Ashour, bravo a inserirsi nel cuore dell'area e a battere il portiere Beach con un colpo secco che ha esaltato i tifosi faraonici presenti sugli spalti dello stadio texano.

Il vantaggio egiziano, tuttavia, non ha scalfito la determinazione degli australiani, che hanno continuato a spingere in cerca del pareggio fino a trovarlo, complice un'autorete di Hany che ha ristabilito la parità e costretto le due formazioni a un supplementare dal quale non è stato possibile ricavare un nuovo vantaggio. L'equilibrio, insomma, è stato il tema dominante della contesa, con poche occasioni nitide da entrambe le parti e una fitta battaglia a centrocampo che ha impedito alle offensive di esprimersi con continuità.

La scelta controversa di Popovic e il momento decisivo

La gestione dei rigori, nel calcio come nella vita, è spesso terreno di improvvisazione e audacia, ma la decisione del commissario tecnico australiano Popovic ha sollevato più di un interrogativo alla vigilia della lotteria dagli undici metri. L'allenatore ha scelto di far entrare all'ultimo minuto il portiere Ryan, schierato espressamente per parare i tiri dal dischetto, e ha affidato il secondo rigore della sua squadra al diciassettenne Herrington, una mossa che sul momento è sembrata dettata più dall'istinto che da una strategia ponderata.

I fatti, poi, hanno dato ragione ai critici più severi: Ryan non è riuscito a neutralizzare alcun tiro egiziano, mentre Herrington si è presentato sul dischetto con il peso di un intero continente sulle spalle, calciando sulla traversa un pallone che gridava vendetta e condannando di fatto le speranze australiane.

Dall'altra parte, gli egiziani hanno mostrato una freddezza esemplare, con Salah che ha addirittura trasformato il suo rigore con un cucchiaio di pregevole fattura, e i compagni che hanno seguito l'esempio senza tremare, trasformando quattro tentativi su quattro e lasciando agli avversari il compito di affondare da soli.

Un traguardo storico per l'Africa e l'Egitto

L'impresa dei Faraoni assume un significato particolare nel quadro dei Mondiali 2026, perché l'Egitto diventa soltanto la seconda nazionale africana, dopo il Marocco, a superare il turno a eliminazione diretta in questa edizione del torneo, confermando una tendenza di crescita del calcio del continente che già nelle precedenti rassegne aveva mostrato segnali incoraggianti.

La squadra, costruita attorno al talento dei suoi migliori interpreti e guidata da un gruppo compatto, è riuscita a trasformare una partecipazione storica – i Mondiali negli Stati Uniti rappresentano già di per sé un traguardo – in un'avventura che ora si arricchisce di un nuovo capitolo contro la vincente del confronto tra l'Argentina, favoritissima del torneo, e la rivelazione Capo Verde.

L'Australia, invece, torna a casa con il rammarico di aver sfiorato l'impresa e con il peso di una sconfitta che lascia strascichi, in particolare per le scelte tecniche che hanno inciso sul risultato finale di una gara che fino ai supplementari era sembrata alla portata di entrambe le contendenti.

Le cifre di una partita che resta nella memoria

Al di là dell'esito, la partita di Arlington resterà impressa per l'intensità con cui è stata giocata e per la tensione che ha caratterizzato i minuti conclusivi, con l'errore di Souttar – il primo australiano a calciare dal dischetto – che aveva già indirizzato la serie a favore degli egiziani, prima che la traversa di Herrington chiudesse definitivamente i giochi. L'Egitto, dal canto suo, ha saputo gestire con maturità i momenti difficili, compreso il gol subito in autorete che avrebbe potuto minare le certezze di una squadra non abituata a giocare partite così pesanti.

Ora l'attenzione si sposta sulla prossima sfida, con i Faraoni che si preparano ad affrontare un avversario di primissimo piano, ma la consapevolezza di aver già scritto un pezzo di storia rimane un patrimonio che nessuno potrà togliere a questa selezione, capace di superare i propri limiti e di regalare ai tifosi un momento che sarà ricordato per generazioni nel calcio egiziano.

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