Egitto agli ottavi, l'Australia cade ai rigori: il cucchiaio di Salah e il cambio del portiere che pesa
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Redazione Sport
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Sono bastati centoventi minuti di gioco e una lunga serie di calci di rigore per consegnare l'Egitto agli ottavi di finale dei Mondiali 2026, dove ad attendere i Faraoni ci sarà la vincente del confronto tra Argentina e Capo Verde. L'1-1 maturato tra tempi regolamentari e supplementari ha retto fino all'ultimo, con l'Australia che ha visto sfumare il sogno della qualificazione proprio dal dischetto, in un epilogo che ha avuto nel cambio di portiere all'ultimo minuto dei supplementari uno dei suoi snodi più discussi.
Il cambio di Beach, la scelta che fa discutere
Quando mancavano pochi secondi alla fine dei tempi supplementari, il ct dell'Australia Tony Popovic ha deciso di sostituire il portiere titolare Beach, fino a quel momento migliore in campo dei Socceroos, per far entrare Ryan in vista dei tiri dal dischetto. Una decisione che, con il senno di poi, il commissario tecnico australiano probabilmente non ripeterebbe, ma che ha finito per caratterizzare l'epilogo di una partita già di per sé tesa e combattuta.
L'Egitto, dal canto suo, aveva studiato la mossa e si è presentato alla lotteria dei rigori con la giusta preparazione, come dimostrato dall'uso del tablet in panchina per analizzare le caratteristiche del nuovo portiere avversario.
Ashour sblocca il match, l'autogol di Hany ristabilisce l'equilibrio
Il primo sussulto della sfida era però arrivato dalla formazione gialloverde, con Volpato che aveva fatto tremare la traversa con un mancino dalla lunga distanza scheggiando la parte alta del legno. A passare in vantaggio sono stati poi i Faraoni: al tredicesimo minuto, Hafez ha scodellato un pallone preciso al centro dalla destra, pescando Ashour che si è inserito con tempismo perfetto e ha insaccato di testa alle spalle di Beach.
L'Egitto ha così trovato il gol che sembrava poter indirizzare il match, ma la replica australiana non si è fatta attendere e l'autogol di Hany ha riportato il punteggio in parità, un risultato che né gli uni né gli altri sono riusciti a modificare nel corso dei novanta minuti e dei successivi trenta supplementari.
Salah e la leadership silenziosa, Abdelmaguid il freddo del finale
Nel corso del match, l'Egitto ha avuto più di un'occasione per chiudere la pratica sia nei tempi regolamentari sia nel corso del supplementare, trovando però sempre il muro giallo della difesa australiana a opporsi. In campo, Mohamed Salah ha giocato per centoventi minuti, camminando più che correndo in molte fasi della partita, ma la sua presenza si è rivelata decisiva al momento dei calci di rigore: il suo cucchiaio, eseguito con una freddezza che ha lasciato il segno, ha dimostrato ancora una volta il valore di un leader che non ha bisogno di correre per fare la differenza.
A chiudere la pratica ci ha pensato Abdelmaguid, entrato a metà del secondo tempo al posto di Zico, che dopo aver fatto il suo dovere nello spezzone di gioco rimanente e nei supplementari si è caricato sulle spalle il peso del rigore finale, trasformandolo con una tranquillità che ha esaltato i tifosi egiziani e spento le speranze australiane.
Con questo successo, l'Egitto è diventata la seconda nazionale africana ad accedere agli ottavi di finale di questa edizione del mondiale dopo il Marocco, confermando la crescita del calcio del continente in una competizione che sta riservando sorprese e colpi di scena. Per l'Australia, invece, resta l'amarezza per un'eliminazione arrivata ai rigori e per quella scelta del portiere che, a conti fatti, peserà a lungo nella riflessione del ct Popovic.




