Mondiali 2026, il Belgio di Garcia cerca la fuga nel girone G contro l’Egitto di Salah

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Seattle si prepara a tingersi dei colori del calcio che conta, quello dei Mondiali 2026, ospitando questa sera una sfida che, sulla carta, potrebbe già decidere le sorti del Gruppo G. Il Belgio, reduce da un filotto di tredici vittorie consecutive da quando Rudi Garcia siede sulla panchina dei "Diavoli Rossi", affronta l’Egitto in un debutto che sa molto di dentro o fuori, se è vero che le due compagini – per livello tecnico e tradizione – partono con i favori del pronostico rispetto a Iran e Nuova Zelanda, avversarie che completeranno il quadro del girone.

L’appuntamento, in programma alle 21 (ora italiana) al Seattle Stadium, rappresenta il primo vero banco di prova per una generazione di talenti belgi che, dopo anni di attese e qualche occasione mancata, punta a fare breccia nel cuore della competizione, anche se questa volta senza il totem Romelu Lukaku – almeno dal primo minuto – e affidando le chiavi della manovra offensiva a Charles De Ketelaere, supportato dalla classe cristallina di Kevin De Bruyne.

Lamouchi paga il 5-1 con la Svezia, primo esonero della rassegna

Mentre a Seattle si attendono i fuochi d’artificio tra stelle del calcio inglese e saudita, la cronaca dei Mondiali ha già registrato un altro evento, più cupo e spietato, tipico di un torneo che divora i suoi protagonisti. La Tunisia, travolta ieri a Monterrey da un pesantissimo 5-1 per mano della Svezia, ha deciso di sollevare dall’incarico il commissario tecnico Sabri Lamouchi, ex tecnico già noto al calcio italiano e francese.

La disfatta, arrivata dopo un’amichevole pre-mondiale già persa per 5-0 contro proprio il Belgio, è stata la goccia che ha fatto traboccare un vaso già incrinato da un rapporto non idilliaco con la federazione e da risultati negativi: in cinque partite sulla panchina delle "Aquile di Cartagine", Lamouchi aveva raccolto una sola vittoria, un pareggio e tre sconfitte.

Il ko contro la squadra di Graham Potter, arrivato al termine di una partita in cui gli errori individuali – in particolare quelli del portiere – hanno punito senza appello la retroguardia nordafricana, ha accelerato i tempi per un addio che diventa il primo a competizione in corso in questi Mondiali. La federazione, secondo quanto si apprende, avrebbe già individuato il sostituto per traghettare la squadra verso le restanti partite del girone (contro Olanda e Giappone), cercando di limitare i danni dopo un inizio che sa già di requiem per la qualificazione.

Le formazioni ufficiali: De Bruyne e Salah si riaffrontano, panchina per Lukaku

L'attesa per il big match è culminata con la diffusione delle formazioni ufficiali, che confermano le indiscrezioni della vigilia e regalano un duello a distanza tra due fuoriclasse che hanno segnato un'epoca in Premier League. Da una parte c'è Kevin De Bruyne, regista arretrato nel 4-2-3-1 di Garcia, chiamato a orchestrare il pressing e la velocità di Doku e Trossard sugli esterni. Dall'altra, Mohamed Salah, leader tecnico e spirituale di un Egitto che schiera la sua stella sulla fascia, pronto a sfruttare ogni spazio lasciato dalla retroguardia belga.

A sorpresa, tra i titolari dei "Diavoli Rossi" non figura Romelu Lukaku, ancora alla ricerca della migliore condizione atletica dopo una stagione complicata; al suo posto, a guidare l'attacco, è stato scelto De Ketelaere, preferito anche all'altro giovane Lukebakio. Per l'Egitto, invece, l'unico piccolo dubbio era il portiere, con la scelta ricaduta su Mostafa Shobeir piuttosto che sul più esperto El Shenawy.

La diga a centrocampo sarà affidata alla coppia formata da Marwan Attia e Mohanad Lasheen, con il compito di spezzare le trame di gioco di Onana e Tielemans, i due scudi davanti alla difesa di Thibaut Courtois.

I precedenti e il peso della panchina: Garcia contro la storia egiziana

Se il campo parlerà solo stasera, le statistiche e i nomi sulle panchine disegnano scenari interessanti. Rudi Garcia, forte di un’imbattibilità che dura da oltre un anno e di un cammino netto nelle qualificazioni, sembra aver trovato la quadra in una nazionale che in passato ha spesso sofferto l’eccesso di individualità. Dall’altra parte, Hossam Hassan – ct egiziano – non è un novellino, ma si trova a gestire una pressione diversa: quella di dover strappare punti a una delle favorite del girone per evitare di ritrovarsi costretto a inseguire già dalla seconda giornata.

Va ricordato, in un'ottica di contesto, che a mezzanotte sarà la volta di un'altra sfida del girone H, quella tra Uruguay e Arabia Saudita; due squadre che, come Belgio ed Egitto, cercheranno un esordio positivo per prendere immediatamente il largo in classifica. L’assenza di Lukaku dal primo minuto, per quanto discutibile, non riduce la potenza di fuoco di una squadra che, con De Bruyne in campo, può accendere la miccia da un momento all’altro.

Per l’Egitto, il compito è titanico: resistere agli iniziali assalti belgi e sperare che Salah, servito dai suoi compagni, possa trovare quell’angolo giusto per fare esplodare la propria parte di stadio e ribaltare un pronostico che i numeri, al momento, consegnano tutto ai fiamminghi.

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