Egitto agli ottavi con il cucchiaio di Salah, ma il Sudafrica protesta

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Un rigore di dubbia concessione, trasformato con freddezza da Mohamed Salah a cucchiaio, ha consegnato all'Egitto la qualificazione matematica agli ottavi di finale della Coppa d’Africa. Il successo per 1-0 sul Sudafrica, ottenuto in una serata dove la tecnologia Var è stata protagonista assoluta, non è tuttavia privo di polemiche, che hanno inevitabilmente offuscato il trionfo dei faraoni. Salah, il cui talento è spesso l'ago della bilancia per la sua nazionale, ha colto il momento decisivo al termine di una prima frazione sostanzialmente equilibrata, approfittando di un fallo sanzionato dopo la consultazione del Var e giudicato dai sudafricani, che hanno protestato con veemenza, eccessivamente leggero per meritare il massimo della punizione.

La rabbia dei Bafana Bafana e il lungo check

La reazione del Sudafrica, privato nella ripresa anche di un uomo per un’espulsione, è stata di carattere e pressione continua, tanto da creare l’occasione per un possibile pari nei minuti finali. È qui che il dramma si è consumato: un tocco di mano di un difensore egiziano al limite dell’area ha scatenato un nuovo, interminabile ricorso al Var, protrattosi per circa dieci minuti. Un lasso di tempo, quello dell’attesa, che ha congelato la partita e alimentato le speranze di una squadra, il cui allenatore e i giocatori erano ormai certi dell’assegnazione del penalty. La decisione finale dell’arbitro, che ha invece considerato l’episodio non punibile, ha generato sconcerto e rabbia, lasciando i Bafana Bafana con un profondo senso di ingiustizia nonostante il loro percorso nel torneo, complici i risultati degli altri match del girone, rimanga comunque aperto.

Il contesto del girone e le dirette televisive

L’incontro, trasmesso in diretta in chiaro per il pubblico italiano sull’emittente Sportitalia, detentrice dei diritti esclusivi della manifestazione, si inserisce in un girone B che ha visto contemporaneamente Angola e Zimbabwe dividersi la posta in un altro 1-1. Un risultato, quest’ultimo, che di fatto allontana entrambe dalla corsa per un ipotetico ripescaggio come migliori terze, consegnando invece al Sudafrica, nonostante la sconfitta, una posizione di relativa tranquillità per l’accesso alla fase successiva. La partita, prevista nel calendario natalizio, ha dunque mantenuto le promesse di tensione e spettacolo, sebbene l’ombra delle decisioni arbitrali abbia finito per rubare la scena alle gesta atletiche.

Il peso delle scelte arbitrali

Ciò che emerge dalla contesa, al di là del semplice risultato, è il dibattito sempre acceso sul utilizzo del Var e sulla sua interpretazione, capace di condizionare in modo irreversibile l’esito di una partita e, per estensione, di un intero torneo. L’Egitto, che può festeggiare un obiettivo centrato in anticipo, ha saputo resistere a un avversario determinato, sfruttando l’unica palla decisiva giocabile e affidandosi alla stella Salah, la quale, nonostante le critiche sull’origine del rigore, ha dimostrato una freddezza esemplare dal dischetto. Il Sudafrica, dal canto suo, esce a testa alta dalla sfida, conscio di aver lottato fino all’ultimo e di aver visto sfumare, in circostanze controverse, la possibilità di un risultato differente.

L'Egitto batte 1-0 il Sudafrica con un rigore contestato di Salah e si qualifica agli ottavi. Protagonista il Var, che prima assegna il penalty all'Egitto e poi nega un netto rigore al Sudafrica nel finale, scatenando polemiche.

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