Valentino Rossi e il ritorno in pista a Le Castellet, con la Bmw e un nuovo capitolo nell’endurance

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Sul circuito del Paul Ricard, dove l’asfalto sembra disegnato per tradire le gomme nei curvoni veloci, si riaccendono i motori del GT World Challenge Europe. E con essi, inevitabilmente, l’attenzione si sposta su di lui: Valentino Rossi, il «Dottore» che di smettere non vuole proprio saperne, arrivato in Francia con lo champagne ancora metaforicamente asciutto addosso – quello del podio australiano di febbraio, s’intende – per il debutto stagionale della Endurance Cup. La 1000 chilometri, classica di apertura, gli offrirà la prima vera occasione di misurare il lavoro svolto nei mesi invernali, lui che da anni ormai ha voltato pagina rispetto alle due ruote ma non ha mai smesso di cercare quel brivido da cronometro che solo una gara lunga sa regalare.

La Ferrari di Rovera, tra esperienza e giovani promesse

Non c’è però solo il campione di Tavullia sotto i riflettori, perché a Le Castellet scatta anche la stagione 2026 di Alessio Rovera. Il pilota di Varese, trent’anni compiuti e una solidità ormai riconosciuta tra gli uomini di punta del Cavallino Rampante nelle competizioni endurance, porterà in pista la Ferrari 296 GT3 Evo, ovvero l’evoluzione della supercar con cui Maranello prova a dettare legge nelle gare di durata. La vettura, gestita come di consueto dal team AF Corse, sarà condivisa con due compagni: il danese Nicklas Nielsen, con cui Rovera ha già corso e vinto nel 2021 e nel 2022, e il bresciano Tommaso Mosca, ventiseienne quasi esordiente a questo livello ma forte di due titoli tricolori endurance nel 2023 e nel 2024. La 6 Ore in programma sabato 11 aprile alle 18 rappresenta per lui un banco di prova importante, e il fatto che Ferrari abbia scelto questo terzetto dice molto sulla fiducia riposta in un affiatamento che dovrà costruirsi in corsa.

Lamborghini Temerario GT3, il debutto europeo dopo la 12 Ore di Sebring

Sullo stesso asfalto del Paul Ricard, però, si scrive anche un capitolo inedito per Lamborghini Squadra Corse. La Temerario GT3 debutta infatti in Europa dopo l’esordio assoluto avvenuto lo scorso marzo nella 12 Ore di Sebring, secondo round del campionato americano IMSA WeatherTech SportsCar Championship. In quella occasione – lo si ricorderà – l’equipaggio del team Pfaff Motorsports, composto dai factory driver Andrea Caldarelli, Sandy Mitchell e Franck Perera, chiuse con un decimo posto nella classe GTD Pro, un risultato produttivo se si considera la complessità di mettere a punto una vettura nuova in gara. Ora l’ambiente è diverso, più europeo, più nervoso forse, ma le aspettative restano alte: la Temerario dovrà dimostrare di poter reggere il confronto con le GT3 più affermate, e questo primo appuntamento del GT World Challenge Europe servirà proprio a verificare dove si colloca realmente.

Rossi e la Bmw #46, l’intesa con Hesse e Harper dopo i test del Prologo

A proposito di collocazioni, quella di Valentino Rossi è ancora tutta da decifrare. «Dura sapere i valori in campo, ma abbiamo lavorato bene» – ha detto lui stesso nei giorni scorsi, consapevole che la lunga sosta invernale ha reso opaca la gerarchia tra i vari equipaggi. A Le Castellet il «Dottore» tornerà a indossare casco e tuta sulla Bmw #46 del team WRT, affiancato dai due giovani scelti da BMW M Motorsport: Max Hesse e Dan Harper, entrambi di grande valore e già protagonisti nelle categorie propedeutiche. La coppia ha già avuto modo di rodare l’intesa nei test del Prologo organizzati sul tracciato francese tra mercoledì e giovedì mattina, percorrendo diversi chilometri per preparare la tappa d’apertura dell’Endurance Cup. Resta da capire, e lo dirà solo la pista, se il trio riuscirà a trasformare quel lavoro in risultati concreti, in una gara di sei ore che non perdona errori né cali di concentrazione.

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