Valentino Rossi e la BMW senza portiera a Barcellona: “Sembrava un’Apecar”

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Guidare una BMW M4 GT3 a oltre duecento all’ora con lo sportello sinistro mancante, il vento che entra nell’abitacolo e la certezza che qualcosa, da un momento all’altro, potrebbe andare storto: non è esattamente il tipo di esperienza che un pilota si augura. Eppure è successo a Valentino Rossi durante Gara 2 del GT World Challenge Europe Sprint Cup sul circuito di Catalunya, a una ventina di minuti dalla bandiera a scacchi, quando la portiera lato guida della sua BMW numero 46 del Team WRT si è staccata di netto mentre la vettura era in pista.

La dinamica dell’episodio

Il Dottore era in quel momento dodicesimo, posizione conquistata dopo una prima parte di gara complicata dal meteo e dai contatti nelle fasi iniziali, con il compagno Max Hesse che aveva compiuto una buona rimonta dal quindicesimo posto fino a riportare la vettura in zona punti prima del cambio pilota. Poi, improvvisamente, l’imprevisto: la portiera sinistra si è separata dalla carrozzeria e Rossi ha continuato a girare per qualche istante in quelle condizioni, prima che la Direzione Gara imponesse il rientro ai box per ragioni di sicurezza.

La vettura è finita sotto investigazione per “unsafe release”, la sosta forzata ha fatto precipitare l’equipaggio in fondo alla classifica e il risultato finale è stato un trentottesimo posto, a un giro e cinquanta secondi dalla Ferrari vincitrice.

Il commento del pilota

«Sembrava di stare su un’Ape», ha commentato lo stesso Rossi sui social, con quella capacità di sdrammatizzare che lo accompagna da sempre. Del resto, per chi ha passato una vita intera in sella a una MotoGP, il vento in faccia non è certo una novità: la differenza è che su due ruote lo sportello non esiste, e nessuno si preoccupa di perderlo. L’episodio ha rapidamente fatto il giro del web, alimentando quel filone di gag involontarie che sembra inseguire il nove volte campione del mondo anche nella sua seconda carriera automobilistica.

Un fine settimana da dimenticare

La domenica catalana era già stata complicata fin dalle prove libere, disturbate da un violento acquazzone che aveva limitato il lavoro di messa a punto. In qualifica la BMW numero 46 non era andata oltre il trentanovesimo tempo, e in Gara 1 Rossi si era ritrovato a risalire dal fondo dello schieramento tra muri d’acqua e aquaplaning, chiudendo sedicesimo. In Gara 2 le cose sembravano essersi messe meglio, con Hesse autore di una rimonta concreta e Rossi rientrato in pista in dodicesima posizione dopo la sosta.

La zona punti era alla portata, forse persino qualcosa di più, prima che la portiera decidesse diversamente. «Ci è successo veramente di tutto quest’anno in Sprint Cup», ha detto Rossi, «potevamo fare sicuramente meglio, siamo stati autori di qualche bella gara. Abbiamo conquistato un podio e altre volte siamo riusciti ad arrivare quarti, ma il più delle volte siamo stati un po’ sfortunati».

Il quadro tecnico della BMW M4 GT3 EVO

La vettura protagonista dell’episodio è la BMW M4 GT3 EVO, l’evoluzione della GT3 bavarese introdotta dalla casa di Monaco a partire dalla stagione 2025. Si tratta di una berlinetta spinta da un motore sei cilindri in linea da 2.993 centimetri cubi con tecnologia M TwinPower Turbo, capace di erogare fino a 590 cavalli, abbinato a un cambio sequenziale a sei marce. La scocca misura poco più di cinque metri in lunghezza e due in larghezza, con un passo di 2.917 millimetri.

L’EVO ha rappresentato un affinamento della versione precedente, con particolare attenzione all’aerodinamica e ai componenti del telaio, il tutto per migliorare la guidabilità e la costanza di rendimento sulle lunghe distanze. Nella sua prima stagione completa, nel 2025, il modello ha collezionato circa ottanta vittorie e oltre cento podi nelle principali serie GT internazionali.

Il percorso di Rossi sulle quattro ruote

Per Rossi, questo è il quinto anno consecutivo nel GT World Challenge Europe. Dopo l’esordio nel 2022 con un’Audi R8 LMS del Team WRT, dal 2023 è passato alla BMW come pilota ufficiale del costruttore tedesco, mantenendo il suo iconico numero 46. In questi anni ha costruito un percorso di crescita costante: nel 2024 è arrivata la prima vittoria a Brands Hatch, nel 2025 il successo nella 8 Ore di Indianapolis e il debutto nel Mondiale Endurance con la BMW M4 GT3 EVO nella classe LMGT3.

Nella stagione in corso ha corso sia nello Sprint che nell’Endurance Cup con il Team WRT, condividendo la vettura con Hesse nelle gare sprint e con Hesse e Dan Harper nelle prove di durata. Nel round del Nürburgring di fine agosto l’equipaggio numero 46 aveva chiuso al nono posto assoluto, contribuendo al fine settimana positivo del team belga, che in quell’occasione aveva conquistato il titolo Silver Cup nell’Endurance con l’equipaggio della BMW numero 30.

Il contesto della Sprint Cup

La gara di Barcellona chiudeva la stagione 2026 della Sprint Cup, un campionato che si è rivelato particolarmente equilibrato fin dalle prime tappe. Il titolo piloti assoluto è stato deciso nell’ultimo fine settimana tra otto equipaggi racchiusi in pochi punti, con Ricardo Feller e Bastian Buus su Porsche Lionspeed GP a guidare la classifica davanti alla Ferrari di Arthur Leclerc e Thomas Neubauer e alla Mercedes di Dani Juncadella.

Per Rossi e Hesse, matematicamente ancora in corsa prima dell’ultimo appuntamento, il weekend catalano si è chiuso senza punti pesanti, ma il calendario proseguirà con la tappa finale dell’Endurance Cup in programma a Portimão il 17 e 18 ottobre.

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