Beppe Sala in bilico tra due discorsi, mentre l’inchiesta sull’urbanistica a Milano prende forma
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Redazione Interno
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Beppe Sala si prepara a intervenire in Consiglio comunale con due versioni del suo discorso, distinte solo dalle conclusioni. La prima parte, identica in entrambi i casi, lascia spazio a due possibili epiloghi: quello con la copertina verde lo vedrà confermare la sua volontà di restare alla guida del Comune, sostenuto dalla maggioranza; l’altro, contraddistinto dalla copertina arancione, conterrà invece le sue dimissioni, dettate dalla riluttanza a trasformarsi in un’"anatra zoppa", costretta a un ruolo marginale in un semicommissariato.
A complicare lo scenario politico milanese, intanto, si aggiungono gli sviluppi dell’inchiesta sull’urbanistica, partita da un esposto presentato nel 2022 da Marco Malfatti e altri residenti di piazza Aspromonte, assistiti dall’avvocata Veronica Dini. A sollevare i sospetti era stato l’arrivo di una ruspa in un’area verde, destinata alla realizzazione del cosiddetto Hidden Garden, un progetto che ha acceso i riflettori su presunte irregolarità.
Parallelamente, emergono dettagli sui rapporti tra l’assessore alla Rigenerazione urbana Giancarlo Tancredi e l’ex vicesindaca Ada Lucia De Cesaris, già delegata all’Urbanistica sotto la giunta Pisapia. Le loro conversazioni, fitte di messaggi, rivelano toni confidenziali e una certa preoccupazione per l’eccessiva visibilità dei cantieri. «Non fate troppa scena», scrive Tancredi il 4 novembre 2021, dopo aver organizzato un incontro riservato. «Saremo discretissime», replica De Cesaris, in un dialogo che ora finisce sotto la lente degli investigatori.




