Addio a Gianni Cazzola: il batterista jazz muore a 88 anni durante un concerto a Busto Arsizio
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il mondo del jazz italiano è in lutto per la scomparsa di Gianni Cazzola, uno dei batteristi più autorevoli e stimati della scena nazionale, venuto a mancare all'età di 88 anni nella serata di sabato 18 luglio. Il musicista, nato a San Giovanni in Persiceto nel 1938, è stato colto da un malore improvviso mentre si esibiva sul palco del Gemia Swing Club di Busto Arsizio, in provincia di Varese, il locale che lo aveva visto protagonista di tante memorabili notti musicali e al quale era profondamente legato da oltre sessant'anni.
L'ultima esibizione e il dramma sul palco
Stava suonando la batteria, come aveva fatto per tutta la vita, quando si è improvvisamente accasciato durante l'esibizione. I soccorsi, allertati immediatamente, sono giunti tempestivamente sul posto e il batterista è stato trasportato d'urgenza in ospedale, dove purtroppo è deceduto poco dopo il ricovero.
La notizia della sua morte ha sconvolto il pubblico presente e l'intero ambiente musicale, che ha perso uno dei suoi interpreti più puri e appassionati; lo scorso 9 maggio, proprio sullo stesso palco del Gemia Swing Club, Cazzola aveva festeggiato il suo 88esimo compleanno, celebrando il traguardo nel modo che più amava, circondato da colleghi e amici.
Il commosso saluto di Tullio De Piscopo
A dare per primo la notizia della scomparsa, condividendo il dolore con il pubblico, è stato l'amico e collega di una vita Tullio De Piscopo, che attraverso un messaggio pubblicato sui social ha voluto ricordare il legame fraterno che lo univa a Cazzola.
"Notizia bastarda che mi ha strappato il cuore", ha scritto il batterista napoletano, rievocando la loro amicizia nata nel lontano 1965 a Bologna, quando si incontravano al Jolly Jocker, il locale dove De Piscopo si esibiva ogni sera, per poi passeggiare sotto i portici fino a tarda notte, fantasticando e cantando le grandi frasi del Be Bop.
"Con te bastava uno sguardo per intendersi e lasciare parlare i nostri tamburi", ha proseguito De Piscopo, sottolineando l'intesa musicale e umana che li aveva accompagnati per decenni, per poi concludere con un ultimo, straziante saluto: "Il tuo ritmo, il tuo sorriso e la tua umanità resteranno per sempre nel cuore di tutti i musicisti. Ciao Gianni, continua a improvvisare anche da lassù".
Una carriera leggendaria tra jazz e musica leggera
Gianni Cazzola, considerato uno dei massimi esponenti del jazz italiano, un nome citato anche dall'Enciclopedia Treccani tra i musicisti di più alto livello espressi dalla scena nazionale, aveva iniziato la sua carriera professionale a soli diciannove anni, nel 1957, suonando al fianco del chitarrista Franco Cerri.
L'anno successivo l'ingresso nel prestigioso Quintetto Basso-Valdambrini segnò l'inizio di una parabola artistica che lo avrebbe portato a collaborare con alcune delle più grandi leggende della musica mondiale, tra cui Billie Holiday, Chet Baker, Gerry Mulligan, Dexter Gordon, Lee Konitz, Phil Woods, Sarah Vaughan, Tommy Flanagan e Helen Merrill.
La sua arte, caratterizzata da una straordinaria sensibilità ritmica e da una capacità unica di dialogare con gli altri strumenti, lo rese un punto di riferimento per generazioni di musicisti; fu anche protagonista di importanti festival internazionali e, nel 1993, scelto per rappresentare l'Italia nel circuito radiofonico europeo.
Oltre al jazz, Cazzola lasciò un segno indelebile anche nella musica leggera italiana, militando nell'orchestra di Pino Presti e suonando la batteria in alcuni dei brani più iconici di Mina, come "Grande, grande, grande" ed "E penso a te".
L'addio a Busto Arsizio
Trasferitosi a Busto Arsizio nel 1964, Cazzola aveva scelto la città lombarda come sua dimora e come palcoscenico privilegiato per la sua arte, continuando a esibirsi regolarmente per oltre sessant'anni e diventandone una figura amata e rispettata. Il suo legame con il territorio era talmente profondo da essere considerato quasi un figlio adottivo della città, dove aveva calcato più volte il palco del Teatro Sociale e dove aveva scelto di festeggiare i suoi ultimi compleanni.
I funerali del maestro saranno celebrati martedì 21 luglio alle ore 14 nella chiesa di Sant'Edoardo a Busto Arsizio, dove la comunità potrà rendere l'ultimo omaggio a un artista che ha fatto della musica la sua intera esistenza e che se n'è andato, come ha scritto il suo amico De Piscopo, con le bacchette in mano, continuando a suonare fino all'ultimo respiro.




