Morto sul palco a Busto Arsizio il batterista Gianni Cazzola, l’addio di Tullio De Piscopo

Morto sul palco a Busto Arsizio il batterista Gianni Cazzola, l’addio di Tullio De Piscopo
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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Un malore improvviso mentre stava facendo ciò che amava di più, esibirsi davanti al suo pubblico; e così, a 88 anni, si è spento Gianni Cazzola, uno dei batteristi jazz italiani più apprezzati e influenti. La tragedia si è consumata nella serata di sabato 18 luglio sul palco del Gemia Swing Club di Busto Arsizio, in provincia di Varese, città alla quale il musicista era profondamente legato da oltre sessant'anni e dove, puntualmente, tornava a suonare.

Cazzola, originario di San Giovanni in Persiceto, nel Bolognese, ma residente a Busto Arsizio dal lontano 1964, si è accasciato sulla sua batteria nel bel mezzo dell'esibizione, lasciando attoniti i presenti e i colleghi che condividevano con lui il palco. Immediatamente sono stati allertati i soccorsi: sul posto sono giunti un'ambulanza e un'automedica poco prima della mezzanotte, ma i tentativi di rianimazione del personale medico sono purtroppo risultati vani; trasportato d'urgenza in ospedale, il musicista è deceduto poco dopo il ricovero.

Il ricordo commosso di Tullio De Piscopo

La notizia della scomparsa, che ha gettato nello sconforto il mondo del jazz italiano, è stata data dall'amico e collega Tullio De Piscopo attraverso un post pubblicato sui social nel pomeriggio di domenica. «Notizia bastarda che mi ha strappato il cuore», ha esordito De Piscopo, visibilmente scosso, per poi ripercorrere i momenti salienti di un'amicizia lunga una vita e iniziata nel lontano 1965, quando a Bologna Cazzola andava a trovarlo al Jolly Jocker, il night club dove il batterista napoletano si esibiva ogni sera fino a tarda notte.

«Ricordi indelebili, in piena notte passeggiavamo sotto i portici di Bologna ed insieme, fantasticando, cantavamo le grandi frasi del Be Bop», ha scritto ancora De Piscopo, ricordando le serate milanesi e le tante jam session condivise, sempre «nel segno della musica, della libertà e dell'amicizia», dove bastava uno sguardo per intendersi e lasciare parlare i loro tamburi. Il commosso saluto del collega si è concluso con un messaggio che suona come un testamento spirituale: «Il tuo ritmo, il tuo sorriso e la tua umanità resteranno per sempre nel Cuore di tutti i musicisti. ciao Gianni, continua a improvvisare anche da lassù. Sempre con me il tuo calore e il tuo Swing».

Una carriera leggendaria tra i giganti del jazz

Nato nel 1938 a San Giovanni in Persiceto, la passione di Gianni Cazzola per la batteria era sbocciata quando era ancora un bambino, portandolo a intraprendere una carriera che lo avrebbe reso uno dei "re" del jazz italiano. Il suo esordio professionale risale al 1957, quando iniziò a suonare al fianco del chitarrista Franco Cerri, una collaborazione che gli aprì le porte dei palcoscenici più importanti e lo mise in luce come uno dei talenti più promettenti della scena nazionale.

Nel corso di una carriera lunga più di sessant'anni, la sua maestria tecnica e il suo inconfondibile swing gli permisero di collaborare con alcuni dei più grandi nomi del jazz internazionale, tra cui la straordinaria voce di Billie Holiday e il trombettista Chet Baker, consolidando la sua fama di interprete autorevole e ricercato.

Il suo legame con Busto Arsizio, dove si era trasferito nel 1964, non si è mai interrotto, tanto che proprio sul palco del Gemia Swing Club aveva celebrato il suo 88esimo compleanno lo scorso 9 maggio, circondato dall'affetto dei musicisti e del pubblico che lo avevano adottato.

I funerali e l'ultimo saluto a Busto Arsizio

La salma di Gianni Cazzola è attualmente esposta presso la casa funeraria "Le Origini – Mismirigo" di viale Sicilia 5 a Busto Arsizio, dove amici, parenti e appassionati potranno rendergli l'ultimo saluto. I funerali si terranno martedì 21 luglio alle ore 14.00 nella chiesa parrocchiale di Sant'Edoardo a Busto Arsizio; prima della cerimonia, alle 13.45, è prevista la recita del rosario.

L'ultimo saluto al musicista si svolgerà dunque nella città che lo aveva accolto e che lui ha onorato con la sua musica per oltre sessant'anni, chiudendo idealmente il cerchio di una vita interamente dedicata all'arte dei ritmi e dell'improvvisazione.

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