Ponte sullo Stretto, il Cipess pronto a dare il via libera: cantieri a settembre

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il consiglio di amministrazione della società Stretto di Messina ha approvato la documentazione aggiuntiva necessaria per completare l’iter autorizzativo, un passaggio che avvicina ulteriormente l’inizio dei lavori. I tecnici hanno confermato l’allineamento tra i capitolati d’appalto e le figure chiave del progetto – dal general contractor al monitor ambientale, fino al broker assicurativo – mentre il piano economico, già sottoposto al vaglio degli amministratori, attende ora l’ok definitivo del Cipess, il Comitato interministeriale per la programmazione economica. Se la riunione, come anticipato, si terrà già nei prossimi giorni, la firma potrebbe arrivare prima della fine dell’estate.

A segnare il passo, in parallelo, sono le operazioni legate agli espropri. Undici edifici residenziali nel quartiere di Contesse, a Messina, verranno demoliti per far spazio all’Asse A, il tracciato ferroviario che collegherà il futuro ponte alla stazione centrale. Localizzati tra via del Carmine e vico Ecateo di Mileto, i fabbricati – identificati nei numeri di planimetria da 1 a 12 – interferiscono con il progetto, così come tre capannoni industriali (13, 14 e 15) situati nella stessa area. Le demolizioni, gestite da Rfi, rientrano in un piano più ampio che prevede anche il riassetto della viabilità lato calabrese, sebbene su quest’ultimo fronte non siano ancora stati resi noti i dettagli operativi.

Matteo Salvini, ministro delle Infrastrutture e vicepremier, ha ribadito la volontà di aprire i cantieri «entro settembre», presentandosi in sede prima della riunione del cda come a voler marcare simbolicamente l’accelerata. Sebbene manchino ancora due step burocratici – l’approvazione del Cipess e l’emissione delle ultime autorizzazioni ambientali – gli atti depositati lasciano pochi dubbi sulla tempistica. Il progetto, del resto, è stato inserito tra le priorità del governo, non senza polemiche legate ai costi e all’impatto sul territorio. Quello che appare certo è l’intenzione di procedere senza rinvii, anche a costo di sollevare nuovi contenziosi con gli abitanti delle aree interessate.

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