Il colpo di grazia di Fortunato a Brasilia: l’Italia della marcia porta a casa otto medaglie
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Redazione Sport
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BRASILIA – Il caldo umido della capitale brasiliana non ha certo fermato la valanga azzurra, anzi. Nei Mondiali a squadre di marcia che si sono svolti domenica 12 aprile, la spedizione italiana – forte di venticinque atleti, tredici uomini e dodici donne – ha letteralmente fatto incetta di podi, tornando a casa con un bottino complessivo di otto medaglie. Un risultato che pesa come un macigno nel panorama internazionale della specialità, se si considera che nessun’altra nazione, in questa rassegna iridata, è riuscita a salire così spesso sul gradino più alto o a piazzare i propri rappresentanti nelle posizioni che contano. La notizia, rimbalzata dalle prime ore della sera, è stata l’apoteosi di una lunga domenica di gare: l’Italia ha dimostrato di avere non solo campioni affermati, ma anche un ricambio generazionale capace di competere testa a testa con le potenze asiatiche e sudamericane.
L’allungo decisivo di Fortunato nella mezza maratona
La performance più attesa, e forse la più sorprendente per modalità, è arrivata dalla mezza maratona di marcia (21,097 km), la nuova distanza internazionale che debuttava ufficialmente in questa competizione. A trionfare è stato Francesco Fortunato, il trentunenne pugliese che ha letteralmente ipnotizzato gli avversari per poi colpire nel momento cruciale. Per quasi tutta la gara, il finanziere è rimasto nel gruppo di testa, rischiando anche di compromettere tutto a causa di due cartellini rossi ricevuti per irregolarità nella tecnica; un terzo cartellino lo avrebbe spedito nella *penalty zone* e fuori dai giochi, ma lui ha retto psicologicamente, correggendo il passo con una lucidità sorprendente sotto il sole cocente. Sul rettilineo finale, a un chilometro dal traguardo, ha piazzato l’allungo secco che ha seminato l’etiope Misgana Wakuma e il brasiliano Caio Bonfim, argento olimpico e oro mondiale sulla venti chilometri, che ha dovuto accontentarsi del terzo posto. Il crono di 1h27’25” ha regalato all’Italia un successo che mancava individualmente a livello maschile dai tempi lontani di Abdon Pamich nel 1961. “Ho messo un altro tassello – ha commentato a caldo l’azzurro – e alla tenera età di 31 anni credo che sia arrivato il momento di prendere ogni risultato e godermelo”.
Argento a raffica nella maratona e il ritorno di Stano
Se Fortunato ha conquistato l’alloro più prestigioso, la maratona di marcia (42,195 km) ha regalato altri due argenti di spessore alla spedizione, sia nel settore maschile che in quello femminile. Nella gara donne, è emersa la figura di Sofia Fiorini: la ventunenne, al debutto nella nazionale assoluta, ha stupito tutti conquistando l’argento individuale con il tempo di 3h25’42”, migliorando il proprio primato personale. Davanti a lei solo l’ecuadoregna Paula Milena Torres, scappata via nelle battute iniziali e mai più ripresa. Alle spalle della Fiorini, le compagne Federica Curiazzi (quarta) ed Eleonora Giorgi (settima) hanno confezionato il punteggio necessario per strappare l’argento a squadre, un metallo prezioso arrivato con il fiato sul collo dell’Ecuador. Negli uomini, la maratona ha visto il rientro di Massimo Stano. Il campione, alle prese con problemi fisici che lo hanno tenuto lontano dalle gare per dieci mesi, ha concluso al quinto posto in 3h07’38”, dimostrando una condizione in crescita. Con lui, Riccardo Orsoni (settimo) e Andrea Agrusti (ottavo) – quest’ultimo sassarese specialista della cinquanta chilometri perfettamente a suo agio sulla nuova distanza – hanno permesso all’Italia di salire sul secondo gradino del podio a squadre, battuta solo dal Giappone.
L’oro dei giovani: Coppola, Vidal e Cecchetto dominano tra gli under 20
Il futuro della marcia italiana, però, si è visto soprattutto nelle gare under 20, dove la squadra ha portato a casa quattro medaglie che profumano di gloria a lungo termine. Nella prova maschile dei 10 km, l’Italia ha centrato un risultato storico: il primo oro mondiale a squadre di categoria. Il terzetto formato da Alessio Coppola (Fiamme Oro, bronzo individuale con 41’16”), Nicolò Vidal (quarto con 41’25”) e dal sedicenne vicentino Cristian Cecchetto (diciottesimo con 43’53”), alla sua prima chiamata in azzurro, ha avuto la meglio sulla Cina in un testa a testa point-to-point finito in perfetta parità (7 a 7), dove il regolamento ha premiato il miglior piazzamento del secondo atleta – ossia proprio Vidal. Anche al femminile la musica non è cambiata: Serena Di Fabio ha insidiato fino all’ultimo la supremazia cinese, conquistando un argento individuale di grande valore (46’21”) che, unito ai piazzamenti di Valentina Adamo e Francesca Buselli, ha regalato un altro argento a squadre.




