La notte dei centoni al Fantasanremo: Malika Ayane e i 65 punti, ma Samurai Jay e Leo Gassmann volano a 95
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il countdown dei punteggi per la terza serata del Fantasanremo si è chiuso, come da copione, ben oltre la mezzanotte, regalando agli insonni giocatori una classifica ricca di sorprese e di numeri da capogiro. Mentre il Teatro Ariston viveva le sue ultime ore di gara canora, l’esercito parallelo dei fantagiocatori, ormai forte di milioni di iscritti, ha potuto finalmente fare la conta dei bonus e dei malus accumulati dai quindici big che si sono esibiti giovedì sera. Se l’attenzione del pubblico televisivo era rapita dalle performance e dagli ospiti, quella dei fan del fantasy game era focalizzata su dettagli forse minimi ma dal peso specifico enorme: un inchino, un guanto, un microfono infilato sotto l’ascella.
Tra le esibizioni che hanno fatto più discutere, e guadagnare, c’è stata senza dubbio quella di Malika Ayane. La cantante, che ha chiuso la sua performance con un abito da sera dotato di un lungo strascico e con vistosi guanti, ha innescato una vera e propria cascata di punti -1. A quei venti iniziali, frutto del look, si sono aggiunti i dieci punti per l’inchino a mano sul cuore, un gesto classico ma sempre molto redditizio, e i dieci punti per la presenza del direttore d’orchestra con il papillon, ormai una costante in ogni serata. Ma il vero colpo da maestro, per la Ayane, è stato quel batti cinque alla statua di Mike Bongiorno, un’azione che le è valsa ulteriori dieci punti, portando il suo parziale serale a quota 85, un bottino che molti definirebbero sontuoso -1.
La doppia vetta di Samurai Jay e Gassmann, la rimonta di Arisa e il passo falso di Eddie Brock
Se la serata è stata generosa con Malika Ayane, per due artisti in particolare è stata addirittura trionfale. Samurai Jay e Leo Gassmann hanno chiuso la loro terza uscita sul palco con un punteggio identico e stratosferico: 95 punti ciascuno -1-8. Per Samurai Jay, la chiave del successo è stata una combinazione micidiale: il bonus "Performer" da quindici punti, un selfie nel backstage con un conduttore, il microfono sotto l’ascella e i ballerini al seguito, oltre al consueto direttore d’orchestra col papillon. Leo Gassmann, dal canto suo, ha preferito una strategia basata sul contatto con il pubblico e sulla gestualità, scendendo in platea, sedendosi sulle scale e, anche lui, non toccando il microfono per i primi trenta secondi dell’esibizione, un bonus da dieci punti che ormai molti artisti tengono in considerazione.
Nella classifica generale che inizia a prendere forma, la testa resta saldamente ancorata a LDA e Aka 7even, che con 375 punti consolidano un primato che sembra inattaccabile, tallonati da un Dargen D’Amico fermo a quota 260 e da un Leo Gassmann che, grazie alla sua ultima performance, ha scavalcato diverse posizioni issandosi al terzo posto con 250 punti -3-5. Più indietro, ma con numeri di tutto rispetto, le Bambole di Pezza e Sal Da Vinci, quest’ultimo autore di una performance che gli è valsa 65 punti nella sola terza serata, frutto della top five, dell’inchino e di una standing ovation parziale -1-3.
Non tutte le ciambelle, si sa, riescono col buco. Se Arisa ha portato a casa 65 punti, tra cui i venti del bonus "Pronti, partenza, via!", deve però scontare un malus di dieci punti per aver nominato il FantaSanremo sul palco, un’infrazione che gli organizzatori del gioco puniscono severamente per evitare forme di pubblicità occulta o di influenza diretta -1-10. Più pesante, in negativo, è stata la serata per Eddie Brock: ai 50 punti guadagnati con il look e la performance si sono contrapposti i dieci punti di malus per aver dimenticato le parole, un rischio che artisti di ogni livello corrono e che al FantaSanremo viene puntualmente registrato -1. Francesco Renga e Raf, invece, hanno racimolato rispettivamente solo 15 e 10 punti, chiudendo la serata in fondo alla classifica parziale e pagando una certa staticità scenica che, in un gioco del genere, equivale a un’occasione mancata -1.




