Gp Miami, la sprint race sorride a Norris. Doppietta papaya, Antonelli penalizzato dal via

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La notte di Miami, quella che precede il gran ballo della domenica, ha regalato un copione inaspettato quanto schiacciante. Lando Norris, scattato dalla pole della sprint qualification, ha trasformato la sua posizione di favore in una vittoria solitaria, imponendo un ritmo che nessuno – nemmeno il suo diretto compagno di squadra – ha saputo replicare. Si è trattato, a tutti gli effetti, di una dimostrazione di forza da parte della McLaren, la quale, grazie agli ultimi aggiornamenti tecnici portati in Florida dal team di Andrea Stella, ha messo in pista due vetture semplicemente inarrivabili per la concorrenza. La “papaya rules”, insomma, ha funzionato alla perfezione: Norris ha condotto la gara con la sicurezza di chi sa di avere il pacchetto migliore, mentre alle sue spalle Oscar Piastri ha completato la doppietta, limitandosi a gestire il margine senza mai rappresentare un vero rischio per il leader.

La rimonta di Leclerc e l’ennesimo passo falso di Antonelli

Se il vertice della classifica non lasciava spazio a interpretazioni, la bagarre per il gradino più basso del podio ha offerto spunti interessanti, soprattutto per quanto riguarda le dinamiche al via. Charles Leclerc, scattato dalla seconda fila, ha infatti approfittato di un’altra partenza difficile da parte di Andrea Kimi Antonelli; il pilota della Mercedes, nonostante un intenso lavoro al simulatore dedicato proprio alla fase d’avvio, si è fatto nuovamente sorprendere nel momento decisivo. Una falsa partenza – la definizione più rispettosa per un problema che ormai si ripete – che l’ha costretto a cedere immediatamente la posizione al ferrarista, il quale non ha dovuto fare altro che raccogliere l’eredità di un errore altrui. Per Antonelli, reduce dalla terza pole position consecutiva in campionato, un contraccolpo psicologico non da poco, sebbene la sua velocità sul giro secco resti fuori discussione. Il monegasco, invece, ha così agguantato un terzo posto che sa di riscatto parziale, dopo che nei turni eliminatori il distacco dal vertice – parlano di 345 millesimi dal tempo di Verstappen in qualifica per il gp – gli era parso un divario incolmabile.

La musica non cambia in qualifica: dominio delle frecce d’argento

A guardare i dati complessivi del fine settimana, e in particolare la sessione di qualifica valida per la griglia di partenza del Gran Premio, emerge una gerarchia piuttosto netta. Non è cambiato molto rispetto a quanto visto nella Sprint: le prime tre posizioni sono state nuovamente appannaggio di monoposto motorizzate Mercedes, con Antonelli in pole position, seguito da Max Verstappen e dall’altra McLaren di Piastri. La Ferrari, con Leclerc, ha guadagnato una posizione rispetto alla sprint qualifying – dov’era quarto staccato di 370 millesimi da Norris – chiudendo a 345 millesimi dal leader del mondiale. Un passo avanti, certo, ma ancora insufficiente per impensierire la vettura argentata di Antonelli, il quale, va ricordato, ha ottenuto qui la sua terza partenza al palo consecutiva. Un dato statistico che, come ha sottolineato il presidente dell’Automobile Club d’Italia, Geronimo La Russa, mancava dai tempi di Riccardo Patrese: trentacinque anni fa l’ultimo italiano capace di una striscia così lunga di pole position. Il circuito cittadino di Miami, costruito attorno all’Hard Rock Stadium, si conferma dunque un teatro favorevole alle prestazioni del giovane di casa Mercedes, anche se la domenica – si sa – racconta sempre una storia diversa.

Vasseur e il principio d’attacco: nessuna resa dalla rossa

Alle spalle di questo quadro tecnico, la tensione si concentra sulla capacità di reazione di chi insegue. Frédéric Vasseur, del resto, aveva già messo le mani avanti dopo la sprint qualifying: quando si parte dalla seconda fila, ha spiegato, l’obiettivo non può che essere la vittoria, anche a costo di rischiare. Una dichiarazione che suona quasi come un’ammissione di inferiorità, ma anche come una dichiarazione d’intenti. La Ferrari, con Leclerc, proverà a inserirsi nella lotta tra le due McLaren e la Mercedes di Antonelli, nella consapevolezza che il distacco in qualifica non è abissale, ma nemmeno trascurabile. Le qualifiche per il Gran Premio – in programma domenica 3 maggio, dopo la lunga pausa forzata di cinque settimane – hanno ribadito che il mondiale 2026 passa da qui: dalla capacità di non sbagliare i primi metri di gara, da quella di capitalizzare ogni aggiornamento portato in pista. La doppietta di Norris nella sprint, così come il passo falso di Antonelli, sono solo i frammenti di un puzzle ancora tutto da comporre. Ma una lezione, per ora, è chiara: la McLaren ha azzeccato la direzione dello sviluppo, e le altre, per restarle davanti, dovranno fare qualcosa più di una semplice partenza perfetta.

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