Tragedia di Finale Ligure, l’autopsia sul figlio apre nuovi interrogativi
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Redazione Interno
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La tragedia di Finale Ligure entra in una nuova fase con l’autopsia sul corpo di Mattia Baruzzo, il 14enne trovato morto insieme alla madre Paola Siri e al padre Daniele Baruzzo nella tarda mattinata di giovedì scorso. L’esame è stato eseguito a Savona, al cimitero di Zinola, ed è stato disposto dalla procura per chiarire alcuni degli interrogativi ancora aperti sulla dinamica della strage familiare avvenuta nella notte tra mercoledì e giovedì. In particolare, gli accertamenti dovranno verificare anche attraverso le analisi tossicologiche se il ragazzo sia stato sedato prima di essere ucciso.
Gli investigatori stanno raccogliendo elementi per ricostruire quanto accaduto nell’abitazione di Finale Ligure e comprendere i passaggi che hanno preceduto la morte dei tre familiari. Secondo quanto ricostruito finora, Daniele Baruzzo avrebbe ucciso prima il figlio mentre dormiva, poi la moglie Paola Siri e infine si sarebbe suicidato. L’informativa dei carabinieri è stata depositata nelle scorse ore sulla scrivania della pm Maddalena Sala e contiene le dichiarazioni di una decina di persone tra parenti, amici e colleghi di Daniele Baruzzo e Paola Siri, oltre alle testimonianze degli insegnanti del loro figlio.
Gli accertamenti sul corpo di Mattia e le verifiche della procura
L’autopsia sul figlio di Daniele Baruzzo e Paola Siri rappresenta uno degli accertamenti principali dell’inchiesta, perché potrà fornire elementi utili sulle condizioni del ragazzo prima dell’uccisione. La procura attende i risultati dell’esame, compresi quelli delle analisi tossicologiche, che dovrebbero arrivare entro 60 giorni. L’ipotesi che il 14enne possa essere stato sedato prima di essere ucciso viene valutata come un possibile elemento legato alla ricostruzione della premeditazione del gesto.
Oltre all’autopsia, gli investigatori stanno analizzando anche i telefoni delle persone coinvolte per cercare ulteriori informazioni utili a chiarire la vicenda. Gli accertamenti riguardano una serie di elementi raccolti dopo la scoperta dei corpi e si inseriscono nel lavoro della procura per ricostruire la sequenza degli eventi. Le dichiarazioni raccolte dagli inquirenti comprendono persone vicine alla famiglia e figure che avevano avuto contatti con Daniele Baruzzo, Paola Siri e Mattia.
I bigliettini lasciati in casa e la ricostruzione della strage familiare
Nell’abitazione di Finale Ligure sarebbero stati trovati una quindicina di post-it lasciati in ordine sparso sul tavolo della cucina prima del gesto. Nei bigliettini, composti da poche parole e con testi descritti come confusi, potrebbero essere presenti elementi sulle motivazioni che avrebbero portato Daniele Baruzzo a uccidere la moglie e il figlio e poi a togliersi la vita. Tra i messaggi lasciati ci sarebbe anche la frase “Finirà tutto a mezzanotte”, una delle indicazioni emerse dal materiale raccolto.
Secondo la ricostruzione finora emersa, i biglietti sarebbero stati lasciati prima dell’omicidio del figlio, della moglie e del successivo suicidio. La documentazione trovata nell’abitazione viene analizzata insieme agli altri elementi dell’indagine per comprendere il percorso che ha preceduto la tragedia. Al centro degli accertamenti restano quindi l’autopsia su Mattia Baruzzo, le verifiche sui dispositivi elettronici e le testimonianze raccolte dai carabinieri.
La vicenda ha coinvolto una famiglia composta da Daniele Baruzzo, Paola Siri e il figlio Mattia, studente e calciatore delle giovanili del Finale FBC. La madre era un’architetta sessantenne. Le informazioni raccolte finora dall’indagine descrivono una ricostruzione ancora in corso, con diversi elementi affidati agli esami tecnici e agli approfondimenti della procura.
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