Cobolli esce a Toronto tra polemiche con Shelton, che fraintende un gesto e accusa l’italiano

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Non è bastata la tenacia dimostrata per quasi tre ore di gioco, né l’occasione mancata sul 5-4 nel set decisivo: Flavio Cobolli ha ceduto a Ben Shelton negli ottavi del Masters 1000 di Toronto (6-4, 4-6, 7-6), ma a rubare la scena è stato il battibecco scoppiato a fine incontro. L’americano, irritato da ciò che ha interpretato come una smorfia di sfida da parte dell’azzurro durante il tie-break, gli ha chiesto conto del gesto non appena i due si sono stretti la mano. «Perché hai fatto così?», avrebbe domandato Shelton, mentre Cobolli – secondo quanto riferito da fonti vicine al campo – avrebbe replicato che il suo sguardo era diretto al proprio angolo, non all’avversario.

Shelton, che con questa vittoria ha raggiunto le cento affermazioni in carriera nell’ATP, ha ammesso di aver affrontato un match complicato: «Contro Flavio è sempre dura», ha commentato, prima di concentrarsi sul prossimo impegno con Alex De Minaur. Il numero sette del mondo, pur avendo collezionato due semifinali Slam e un’altima settimana a Washington, fatica a trovare continuità: «Il problema sono le motivazioni», ha aggiunto, sottolineando come nel torneo canadese avesse di fronte avversari pericolosi già ai primi turni.

Quella di Cobolli, intanto, resta una sconfitta amara, non solo per il punteggio ma per le tensioni che l’hanno seguita. L’episodio, per quanto minore, ha acceso i riflettori su un aspetto spesso trascurato: la pressione psicologica in campo, che a volte trasforma reazioni istintive in pretesti per polemiche. Shelton, del resto, non è nuovo a situazioni simili, avendo mostrato in passato un carattere combattivo e talvolta suscettibile.

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