Kallas: «Putin vuole spaventarci, prepararci a possibili attacchi da Mosca»

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La Russia sta spingendo per un'escalation con l'obiettivo di creare paura nelle società europee. È l'allarme lanciato da Kaja Kallas, Alta rappresentante dell'Ue per gli affari esteri e la politica di sicurezza, al termine di una giornata romana scandita da incontri istituzionali.

«Dobbiamo prepararci ai possibili attacchi», ha dichiarato Kallas in un'intervista al Corriere della Sera, aggiungendo che «le minacce e gli attacchi ibridi che la Russia sta conducendo contro i nostri Paesi hanno l'obiettivo di intimidire gli Stati europei affinché smettano di sostenere l'Ucraina».

Gli incontri a Roma e in Vaticano

Nella capitale italiana Kallas ha incontrato il ministro degli Esteri Antonio Tajani e il ministro della Difesa Guido Crosetto, prima di recarsi in Vaticano per un colloquio con Papa Leone XIV e il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato della Santa Sede. Con Tajani il confronto si è concentrato sul rafforzamento del partenariato con i Paesi del Golfo, sulla tutela della libertà di navigazione e sull'operazione europea Aspides nel Mar Rosso e nello stretto di Hormuz.

Il titolare della Farnesina ha inoltre consegnato a Kallas una proposta italiana per rendere più efficace il Servizio europeo per l'azione esterna.

Nel colloquio con Crosetto, al centro dell'agenda c'è stata la sicurezza delle rotte commerciali nel Mar Rosso e nel Mediterraneo, con la richiesta di nuovi assetti navali per la missione Aspides. «L'Europa deve fare un passo avanti nella sicurezza e nella difesa. Non basta più definire obiettivi e assumere impegni politici: dobbiamo essere in grado di trasformarli rapidamente in capacità, risorse e azioni concrete», ha dichiarato il ministro della Difesa.

Sul tavolo anche le minacce ibride, con l'ipotesi di un meccanismo politico europeo per contrastarle attraverso una maggiore condivisione delle informazioni.

La linea contro Mosca e il sostegno a Kiev

Sul fronte del conflitto ucraino, Kallas ha ribadito la necessità di esercitare «maggiore pressione sulla Russia affinché sia effettivamente disposta a sedersi e negoziare», precisando che al momento Mosca «non lo è». L'Alta rappresentante ha annunciato che Bruxelles sta proponendo nuove misure contro la Federazione Russa, senza entrare nel dettaglio dei provvedimenti in preparazione.

Nei giorni precedenti, a margine del Consiglio Difesa a Bruxelles, aveva già avvertito che l'intelligence europea segnala piani russi per ulteriori atti di sabotaggio e attacchi contro le democrazie del continente, finalizzati a dividerne le società e a intimidirle.

Secondo Kallas, gli Stati membri devono essere in grado di agire prima che simili operazioni si materializzino. I ministri della Difesa dell'Unione hanno discusso un protocollo di emergenza attivabile da un Paese membro quando viene identificata una minaccia ibrida, un meccanismo che coprirebbe incidenti al di sotto della soglia di aggressione armata ma che richiedono comunque una risposta coordinata.

Parallelamente, l'Alta rappresentante ha sollecitato i governi europei a fornire a Kiev i sistemi di difesa aerea in scadenza, sottolineando che l'Ucraina manca degli intercettori necessari a proteggere i civili.

Nel corso della visita romana, Kallas ha definito l'incontro con il Pontefice «un onore», spiegando di aver discusso a lungo con lui della guerra in Ucraina e della ricerca di «una pace giusta e duratura». «Entrambi abbiamo a cuore la pace, ma anche la necessità di garantire che i responsabili siano chiamati a rispondere delle loro azioni e che sia fatta giustizia», ha affermato.

Il dialogo con il Santo Padre ha toccato anche la situazione in Medio Oriente, le necessità umanitarie urgenti, la polarizzazione delle società e i rischi connessi allo sviluppo dell'intelligenza artificiale.

Sul versante della difesa comune, il confronto con Crosetto ha riguardato anche il rafforzamento degli strumenti europei nei settori cyber e delle tecnologie avanzate, con il ministro italiano che ha insistito sulla necessità di «più capacità, più contributi operativi e maggiore rapidità nelle decisioni». Kallas, dal canto suo, ha ricordato che l'Unione europea deve accelerare il riarmo per centrare gli obiettivi fissati al 2030, colmando divari di capacità che restano significativi nonostante l'aumento degli investimenti nel settore.

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