Raoul Bova querela Corona per diffamazione e violazione della privacy: i dettagli della vicenda

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Raoul Bova ha deciso di portare in tribunale Fabrizio Corona, dopo che quest’ultimo ha diffuso messaggi privati tra l’attore e la modella Martina Ceretti durante una puntata del programma Falsissimo. La querela, depositata nei giorni scorsi, accusa Corona non solo di diffamazione — per i toni "infondati, umilianti e ingiustificatamente aggressivi" usati nei suoi confronti — ma anche di illecita diffusione di dati personali, reato previsto dalla legge sulla privacy.

Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, Bova e il suo legale sostengono che l’ex paparazzo abbia agito con l’intento preciso di trarre un vantaggio economico, sfruttando materiale privato per alimentare polemiche e ottenere visibilità. «C’è la volontà di danneggiare», si legge nella denuncia, dove si sottolinea come la pubblicazione degli audio non rispondesse a un interesse pubblico, ma a una logica di profitto e di discredito.

La vicenda, che ha tenuto banco nelle ultime settimane, risale alla ricostruzione fatta da Corona, il quale ha affermato che Bova intratteneva da anni una relazione con la Ceretti, nonostante la relazione stabile con Rocío Muñoz Morales. L’attore, già al centro di un’inchiesta per presunti ricatti legati alla diffusione di dati sensibili, ha scelto la via legale dopo che l’avvocato Annamaria Bernardini de Pace — anch’ella coinvolta in una disputa con Corona — aveva fatto lo stesso.

L’avvocato David Leggi, che rappresenta Bova, ha delineato i due capi d’accusa: da un lato, la diffamazione per le dichiarazioni lesive della reputazione; dall’altro, la violazione della normativa privacy, aggravata dal presunto fine di lucro. Corona, dal canto suo, non ha mai negato la pubblicazione dei messaggi, sostenendo invece di aver agito per «rivelare la verità».

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