Raoul Bova denuncia Fabrizio Corona per gli audio diffusi: "Frasi aggressive e umilianti"
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La querela presentata da Raoul Bova contro Fabrizio Corona segna l’ultimo capitolo di una vicenda che, partita dalla diffusione di messaggi privati, ha assunto toni sempre più aspri. L’attore, rappresentato dall’avvocato David Leggi, accusa l’ex paparazzo di aver commesso due reati: diffamazione e illecita diffusione di dati personali. Gli audio in questione, intercettati e resi pubblici durante una puntata di Falsissimo, contenevano scambi tra Bova e la modella Martina Ceretti, caratterizzati – secondo la difesa dell’attore – da un linguaggio "aggressivo e umiliante", finalizzato a screditarlo.
Non è la prima volta che Corona finisce nel mirino della giustizia per questa faccenda. Poche settimane fa, Annamaria Bernardini de Pace, ex suocera di Bova, aveva sporto denuncia dopo la pubblicazione di un presunto colloquio telefonico tra lei e l’avvocato. La reazione di Corona non si è fatta attendere: «Rocío [Munoz Morales, attuale compagna di Bova] la difendo io», ha dichiarato, aggiungendo che «sono cinque anni che [l’attore] la tradisce». Un’affermazione che, sebbene non verificata, ha alimentato ulteriormente il dibattito mediatico.
Secondo il Corriere della Sera, Bova sostiene che la diffusione degli audio sia stata orchestrata per trarre profitto, danneggiando deliberatamente la sua reputazione. A inoltrare i file a Corona sarebbe stato Federico Monzino, amico della Ceretti, inserendo il caso in una trama più ampia di conflitti personali e giudiziari. La querela per "illecita diffusione di dati personali" rappresenta un’aggravante rispetto alla semplice diffamazione, poiché implica la violazione della privacy, con possibili conseguenze legali più severe.




