Amianto alla Rai, chiusa la sede di viale Mazzini, dipendenti in smart working

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Redazione Economia Redazione Economia   -   ROMA - La storica sede della Rai di viale Mazzini, a Roma, è stata chiusa a causa della rilevazione di livelli di amianto superiori ai limiti consentiti. La decisione, presa in via del tutto precauzionale, è stata comunicata dall'azienda stessa, che ha disposto il lavoro da remoto per tutti i dipendenti presenti in sede. La scoperta della presenza di amianto è avvenuta a seguito di una perdita d'acqua che ha rivelato la gravità della situazione, accelerando i tempi dei lavori di bonifica.

L'ASL Roma Uno ha rilevato la presenza di amianto in concentrazioni superiori ai limiti consentiti in alcune aree dell'edificio, portando alla chiusura immediata della sede. La Rai ha esteso la misura precauzionale dello smart working, già prevista per i dipendenti delle aree interessate dalle prime verifiche, a tutto il personale che può svolgere il proprio compito da casa. Per coloro che non possono lavorare da remoto, è previsto il trasferimento nella futura sede centrale provvisoria di via Alessandro Severo.

La decisione di chiudere la sede di viale Mazzini è stata presa per tutelare la salute dei dipendenti, evitando esposizioni prolungate a livelli di amianto pericolosi. La ristrutturazione dell'edificio, già in corso, è stata accelerata per risolvere il problema nel minor tempo possibile. La Rai ha comunicato che continuerà a monitorare la situazione e a collaborare con le autorità competenti per garantire la sicurezza dei propri dipendenti.

La scoperta dell'amianto è avvenuta a seguito della rottura di un impianto di riscaldamento, che ha portato all'isolamento di alcune aree al piano terra e al primo piano. L'allarme-amianto è scattato dopo le verifiche dell'ASL, che hanno confermato la presenza di livelli eccessivi di amianto nell'edificio.

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