Slalom femminile, Shiffrin comanda davanti a Dürr. Italia con Della Mea e Peterlini lontana
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
La prima manche dello slalom speciale femminile, gara che cala il sipario sullo sci alpino di queste Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026, ha disegnato una classifica che, seppur provvisoria, conferma gerarchie e valori in pista. In testa, come da pronostico della vigilia e come suggeriva del resto l’intera stagione di Coppa del Mondo, c’è Mikaela Shiffrin. La fuoriclasse statunitense, per la quale questo slalom rappresenta l’ultima chance di aggrapparsi a un podio in questi Giochi, ha dettato un ritmo che nessuna, al momento, è riuscita a impensierire seriamente -8. Il suo tempo di 47.13, cronometrato sulla neve di Cortina, rappresenta un riferimento solido. Alle sue spalle, a otto decimi di ritardo, troviamo Lena Dürr: la tedesca, con una prova pulita e lineare, si è guadagnata la seconda piazza, provando a tenere accesa una speranza per la seconda manche, quando le porte strette torneranno a disegnare il tracciato e le posizioni potrebbero, è il caso di dirlo, scivolare via.
La lotta per il podio, in realtà, è apertissima e vede un gruppetto di inseguitrici compatto in una manciata di centesimi. La svedese Cornelia Oehlund, partita con i dorsali alti e senza particolari pressioni, ha firmato una sorprendente terza piazza a un secondo esatto dalla vetta, precedendo di pochissimo Camille Rast: l’elvetica, quarta a un secondo e cinque centesimi, è lì, in agguato. E che dire di Anna Swenn Larsson e Wendy Holdener, quinte a pari merito con un ritardo di 1.16? Sono atlete di caratura internazionale, abituate a lottare per le medaglie, e il loro distacco non è affatto incolmabile -1. La sensazione, insomma, è che nella tornata pomeridiana, con il tracciato che inevitabilmente si deteriorerà, chi saprà interpretare al meglio le condizioni di una pista più rovinata potrebbe compiere quei decisivi scatti in avanti capaci di riscrivere la graduatoria. Restano in corsa, seppur con un margine più ampio, Lara Colturi, settima a 1.26, ed Emma Aicher, ottava a 1.32; più staccate le due austriache Huber e Truppe, rispettivamente nona e decima, entrambe oltre il secondo e mezzo di distacco, un gap che sulla carta complica non poco le loro ambizioni di rimonta.
Sul versante italiano, le attese erano riposte principalmente sulle spalle di Lara Della Mea, e in parte su quelle di Martina Peterlini. L’azzurra, reduce dal beffardo quarto posto nello slalom gigante di domenica scorsa, quando mancarono appena cinque centesimi per un bronzo che si trasformò in una medaglia di legno dal sapore amarissimo, sperava nel pronto riscatto tra i paletti stretti -7. E invece, la sua prova non ha certo impressionato gli osservatori: un’esecuzione priva di quella cattiveria agonistica necessaria su un tracciato olimpico, che l’ha relegata in una posizione di classifica molto arretrata, lontana dalla zona che conta. Un’occasione, la sua, che sembra già ampiamente compromessa in ottica podio. Non va meglio a Martina Peterlini, la cui manche è stata a dir poco incolore, priva di guizzi e di ritmo. Entrambe le portacolori azzurre dovranno quindi affrontare la seconda discesa con l’obiettivo di limitare i danni e guadagnare qualche posizione, ma senza quelle ambizioni di gloria che pure, alla vigilia, sembravano poter essere coltivate.




