Famiglia nel bosco, il nuovo legale è l’ex senatore leghista Simone Pillon

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La parabola giudiziaria che ruota attorno ai tre minori allontanati dai genitori, Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, registra un nuovo scossone – l’ennesimo, in una vicenda già costellata di colpi di scena – con la scelta di affidare la difesa a un volto noto del panorama politico e forense italiano. Dopo la rinuncia al mandato da parte dei precedenti avvocati, Marco Femminella e Danila Solinas, la coppia ha infatti ingaggiato Simone Pillon, ex senatore della Lega nonché giurista specializzato in diritto di famiglia. Una decisione, quest’ultima, che non arriva in un momento qualunque, bensì mentre il caso viene spesso accostato – nei titoli dei grandi network – ad altre emergenze mediatiche come il delitto di Garlasco, quasi a voler creare una gerarchia dell’indignazione nazionale.

La sostituzione del team legale, ufficializzata dopo le dichiarazioni pubbliche della stessa Solinas all’Ansa, è stata motivata da una frattura insanabile sulla strategia processuale. “Abbiamo rinunciato, non c’era una visione comune”, ha spiegato l’avvocato, mettendo fine a un rapporto professionale iniziato a novembre, quando i due penalisti avevano raccolto l’incarico di difendere i genitori cui il Tribunale per i minorenni dell’Aquila aveva sospeso la responsabilità genitoriale. Senza entrare nel merito delle divergenze – che potrebbero riguardare tanto le modalità di interlocuzione con i servizi sociali quanto l’approccio alle audizioni dei minori – resta il dato fattuale: la famiglia del bosco incassa un duro colpo, dovendo ricominciare da capo con un consulente esterno al precedente gruppo di lavoro.

I legali di Chieti e la rinuncia che fa rumore

Marco Femminella e Danila Solinas, entrambi del foro di Chieti, erano stati finora estremamente combattivi nel denunciare quelle che definivano le “segregazioni” dei tre bambini, un termine carico di implicazioni tecniche e morali. E proprio il loro attivismo rende tanto più inaspettato il passo indietro, che – va sottolineato – non rappresenta un unicum nel percorso giudiziario della coppia. Prima di loro, infatti, anche un altro legale aveva rinunciato all’incarico, segno evidente di una complessità che va al di là delle ordinarie difficoltà processuali. La scelta di Pillon, in questo frangente, assume quindi i contorni di una scommessa: l’ex senatore, noto per battaglie politiche contro la legge 194 e per una costante attenzione ai temi della natalità e della famiglia tradizionale, porta con sé un bagaglio mediatico non indifferente, che potrebbe spostare l’asse della narrazione pubblica.

La contro-perizia di Cantelmi prosegue nonostante il cambio

A dimostrare che il fronte difensivo, pur decapitato nel suo vertice legale, non intende arrendersi, arriva la presa di posizione dello psichiatra Tonino Cantelmi, perito di parte incaricato dalla famiglia. Contattato sempre dall’Ansa, Cantelmi ha infatti dichiarato: “Completeremo la contro-perizia”. L’obiettivo è chiaro: contrastare punto su punto l’elaborato depositato a fine aprile dalla psichiatra Simona Ceccoli, consulente tecnico d’ufficio del tribunale aquilano. Il lavoro di Ceccoli – come spesso accade in questi delicati procedimenti minorili – rappresenta il perno attorno al quale ruota la decisione dei giudici, e una contro-perizia solida potrebbe innescare rinvii o addirittura una revisione delle misure. Lavoro che prosegue quindi indipendentemente dall’avvicendamento degli avvocati, segno che la strategia di coppia cerca di tenere distinti i piani: quello strettamente legale, ora affidato a Pillon, e quello tecnico-psichiatrico, ancora nelle mani di Cantelmi.

Tre bambini al centro di una battaglia senza quartiere

I tre piccoli – la cui sorte è appesa a una relazione di servizi sociali, tribunali e valutazioni peritali – restano l’unico dato intangibile di questa vicenda. Allontanati dai genitori a seguito della celebre “casa nel bosco”, simbolo mediatico di un’educazione alternativa ritenuta pericolosa dall’autorità giudiziaria, vivono ora in una struttura protetta. L’ingresso di Simone Pillon, con la sua spiccata capacità di incidere sul dibattito pubblico, non modifica le evidenze peritali già depositate, ma introduce una variabile nuova: la possibilità di impugnare le decisioni del tribunale con maggiore forza politica, oltre che giuridica. Resta da vedere – ma senza alcuna speculazione, attenendoci ai soli fatti – se il nuovo legale chiederà la riapertura dei termini o se punterà dritto a un ricorso in Cassazione. Quel che è certo è che la famiglia nel bosco, dopo la rinuncia di Femminella e Solinas, ha scelto un nome pesante per provare a ribaltare l’esito di una partita che sembrava già segnata.

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