A schiena dritta (forse) da Trump
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Redazione Esteri
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I leader europei, pur nelle loro differenze, hanno trovato una posizione comune da presentare a Donald Trump in vista del vertice con Volodymyr Zelensky. Due ore di confronto in video-collegamento, a cui ha partecipato anche Giorgia Meloni, hanno definito una linea condivisa: pressione su Mosca e garanzie di sicurezza per Kiev. Palazzo Chigi, in una nota, ha sottolineato come la Coalizione dei Volenterosi – questo il nome informale del gruppo – abbia ribadito la necessità di "mantenere una pressione collettiva sulla Russia" e di assicurare "garanzie solide e credibili" all’Ucraina.
Meloni, prima della partenza per Washington, ha insistito sull’importanza di coinvolgere Kiev in ogni decisione sul proprio futuro, evitando soluzioni calate dall’alto. Un approccio che sembra trovare spazio anche nella proposta italiana: l’applicazione dell’articolo 5 della Nato come scudo difensivo, senza però procedere a un’adesione formale dell’Ucraina all’Alleanza Atlantica. Una mediazione che punta a conciliare le esigenze di sicurezza di Kiev con le reticenze di alcuni membri della Nato, timorosi di un’escalation con Mosca.
Trump, da parte sua, ha mantenuto una posizione sfuggente, limitandosi a generici richiami alla "difesa dell’Ucraina" senza entrare nel merito delle garanzie strategiche. Il suo incontro con Zelensky, atteso nelle prossime ore, potrebbe chiarire le intenzioni americane, ma finora la Casa Bianca ha evitato prese di posizione nette. Intanto, il Cremlino continua a respingere qualsiasi ipotesi di negoziato che non passi attraverso la capitolazione di Kiev, alimentando lo stallo diplomatico.




