No Kings, le piazze americane contro la deriva monarchica di Trump
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Redazione Esteri
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Le strade di diverse città americane, da New York a San Francisco, passando per Chicago e il Michigan, sono state di nuovo invase sabato scorso da un fiume di manifestanti. La protesta, battezzata “No Kings”, ha richiamato migliaia di persone per esprimere una forte opposizione alla direzione che il paese sta prendendo sotto la presidenza di Donald Trump, una traiettoria che molti percepiscono come una pericolosa “deriva monarchica”. Il Partito Repubblicano, dal canto suo, ha immediatamente bollato questi raduni come espressioni di un sentimento “Hate America”, ovvero “Odia l’America”, in un tentativo di delegittimare il dissenso che serpeggia nel paese.
I simboli di una protesta colorata e determinata
La giornata di mobilitazione, che riprende il nome e lo spirito di un analogo evento tenutosi lo scorso giugno, si è distinta per una carica simbolica particolarmente accentuata. Tra i cartelli, che recavano scritte come “Niente è più patriottico che protestare” o “Resistete al fascismo”, si muovevano bande musicali e manifestanti che avevano scelto costumi gonfiabili, in particolare rane, divenute ormai un emblema di resistenza in città come Portland. Uno degli elementi più significativi è stato un enorme striscione riportante il preambolo della Costituzione, “We The People”, sul quale i partecipanti hanno apposto le proprie firme, quasi a sancire un patto di cittadinanza attiva in difesa dei principi fondativi della nazione.
Il corteo di Chicago e la chiusura delle strade
A Chicago, il cuore della protesta ha battuto a Grant Park, dove si è concentrato un corteo imponente, noto localmente anche con il nome di “Hands off Chicago”. L’affluenza così massiccia ha reso necessaria la chiusura di diverse arterie viarie, mentre le immagini riprese dall’alto mostravano una piazza gremita, un mosaico di persone che reclamavano attenzione verso quelle che considerano minacce alle istituzioni democratiche. La determinazione dei partecipanti, i quali hanno sfilato pacificamente nonostante le accuse di antipatriottismo, delinea un quadro di un America profondamente divisa e confrontata su questioni di identità e governance.
Una risposta politica immediata
La reazione dell’establishment politico vicino al presidente non si è fatta attendere, marcando una netta linea di frattura. L’etichetta di “Hate America” applicata dal Partito Repubblicano alle manifestazioni “No Kings” non è che l’ultimo episodio di uno scontro retorico che sembra acuirsi, riflettendo tensioni che vanno ben al di là della semplice contrapposizione politica. Questa narrativa, che dipinge la protesta legittima come un attacco ai valori nazionali, rischia di inasprire ulteriormente il dibattito pubblico, già polarizzato, senza offrire spazi di mediazione.




