Powell resiste alle pressioni di Trump e tiene fermi i tassi, mentre le Borse navigano tra tensioni mediorientali
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Redazione Economia
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Nonostante gli attacchi verbali di Donald Trump, che lo ha definito senza mezzi termini "stupido e lento", Jerome Powell ha mantenuto la rotta della Federal Reserve, lasciando invariati i tassi di interesse nel range tra il 4,25% e il 4,5%. Una decisione ampiamente attesa dagli analisti, anche se il contesto internazionale – segnato dall’escalation tra Iran e Israele – avrebbe potuto spingere verso una maggiore cautela.
Le Borse europee, dopo un avvio incerto, hanno recuperato parte delle perdite nel corso della seduta, complice una dichiarazione a sorpresa di Trump, il quale ha rivelato che Teheran avrebbe cercato un contatto con Washington per aprire un negoziato. "La pazienza, però, è già finita", ha aggiunto il presidente americano, in un bilico tra minacce e aperture che ha contribuito a mantenere i mercati in allerta.
A Milano, Piazza Affari ha chiuso in leggero ribasso, ma con alcuni titoli in netto contrasto con il trend generale. Telecom Italia, in particolare, ha registrato un balzo significativo, mentre il prezzo del petrolio – sensibile alle tensioni geopolitiche – continuava a salire. Sul fronte valutario, l’euro ha mostrato una tenuta relativa rispetto al dollaro, mentre l’oro, rifugio tradizionale in periodi di incertezza, ha consolidato i suoi livelli.
Oltreoceano, Wall Street ha proceduto senza scossoni, quasi ignorando sia le dichiarazioni infuocate della Casa Bianca sia la prudenza della Fed. Un equilibrio precario, quello dei listini, che riflette la difficoltà degli investitori nel decifrare gli sviluppi immediati, tra un conflitto che potrebbe riaccendersi da un momento all’altro e una politica monetaria che, per ora, sembra voler ignorare le pressioni politiche.
Intanto, tra i titoli più movimentati a Milano spiccano Amplifon, Brunello Cucinelli e Campari, mentre nel segmento bancario Banca Popolare di Sondrio ha mostrato segnali di vitalità. Le mid-cap, spesso più volatili, hanno registrato andamenti contrastanti, con Alerion Clean Power e LU-VE Group tra i più attivi.




