Il Vicenza batte l'Inter U23 e torna in Serie B dopo quattro anni: festa al Menti per la promozione con sei giornate d'anticipo
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Redazione Sport
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La nebbia sottile che saliva dal Retrone e avvolgeva i lampioni di viale Roma non ha impedito ai quasi tredicimila del Romeo Menti – esaurito in ogni ordine di posti già da giorni, a testimoniare una febbre mai sopita – di vedere chiaro il traguardo inseguito per quattro lunghi anni. Il Vicenza è ufficialmente in Serie B. A decretare il matematico ritorno nella categoria cadetta, dopo l'amara retrocessione del 2022 e due stagioni di playoff conclusisi con una finale e una semifinale perse, è stata la vittoria per due a uno contro l'Inter U23 nel posticipo della trentaduesima giornata del girone A di Serie C. Una partita, quella disputata sotto gli occhi di un Daniele Orsato in tribuna, che ha visto i biancorossi gestire il risultato e il proprio destino con la personalità di chi il campionato lo ha dominato dall'inizio alla fine, salvo poi stringere i denti nel finale quando i ragazzi di Stefano Vecchi – il grande ex che per due stagioni aveva sfiorato l'impresa sulla panchina vicentina – hanno accorciato le distanze con Kamatè, rendendo gli ultimi minuti una sofferenza dolcissima per i padroni di casa.
A sbloccare l'incontro, al minuto numero trentuno, era stato Filippo Capello, abile a capitalizzare un cross dalla destra approfittando di un'uscita non perfetta del portiere nerazzurro Calligaris; nella ripresa, al cinquantaquattresimo, il colpo di testa di Stuckler su assist di Zonta aveva fatto pensare a una serata di puro piacere, ma il gol ospite del numero dieci Kamatè al ventunesimo della seconda frazione ha riaperto i giochi, costringendo la squadra di Fabio Gallo a difendere il vantaggio con ordine fino al triplice fischio dell'arbitro Luongo. Il tecnico, arrivato in estate raccogliendo un'eredità pesante, ha saputo imprimere fin da subito una mentalità vincente a un gruppo che, come lui stesso ha sottolineato a fine gara con il fazzoletto biancorosso stretto al collo sotto la curva Sud, è fatto di uomini prima ancora che di calciatori. La promozione, la seconda consecutiva per Gallo dopo quella centrata l'anno precedente con la Virtus Entella, porta la sua firma indelebile: con questo successo, l'allenatore diventa l'unico in Italia a conquistare due salti di categoria consecutivi dalla Serie C alla B, stabilendo al contempo un'imbattibilità casalinga durata cinquantotto gare, un record che lo pone accanto a mostri sacri come Fabio Capello.
Il percorso netto della squadra veneta, che ha chiuso i giochi con sei turni d'anticipo scavando un abisso di venti punti sulla seconda in classifica, l'Union Brescia, racconta di numeri impressionanti: ventiquattro vittorie, sei pareggi e appena due sconfitte in trentadue partite, con cinquantasei reti realizzate e sole venti subite. Una cavalcata trionfale che ha riportato l'entusiasmo in una piazza storica, rimasta orfana del calcio che conta per quattro stagioni. Tra i protagonisti di questo ritorno in paradiso c'è anche il capitano Pippo Costa, arrivato in sala stampa visibilmente commosso dopo aver sempre messo la faccia nei momenti difficili: per lui, come per mister Gallo che ha voluto dedicare il successo al papà scomparso un anno fa, questa promozione ha il sapore di una rivincita personale oltre che collettiva. Gallo, parlando del gruppo, ha spiegato di aver capito di aver vinto il campionato dopo la partita di Vercelli, ma di aver avuto la sensazione straordinaria già all'andata contro la stessa Inter U23, vinta in dieci uomini. Il condottiero, che da calciatore pensava che Vicenza fosse una piazza troppo importante per lui, oggi ci è dentro fino al collo, pronto a vivere quella che definisce un'emozione impagabile e a togliersi altri sfizi con una squadra che ha dimostrato di saper prendere le proprie responsabilità nei momenti cruciali.




