Vicenza in serie B dopo quattro anni, la festa biancorossa parte dal Menti

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il L.R. Vicenza, al culmine di una stagione regolare condotta con autorità e margini rassicuranti sulle inseguitrici, ha ufficializzato il proprio ritorno tra i cadetti, categoria che mancava dall’albo della città berica dall’annata 2019. Il successo interno per due reti a una contro la formazione Under 23 dell’Inter, maturato tra le mura amiche di un Romeo Menti gremito in ogni ordine di posti, ha sancito con sei turni d’anticipo la promozione matematica nel campionato di serie B, regalando alla piazza veneta un traguardo inseguito con ostinazione. I riflettori, nella circostanza, si sono accesi in particolare sulla prestazione di due elementi della rosa guidata da Fabio Gallo, Capello e Stuckler, autori delle marcature che hanno indirizzato l’incontro prima del momentaneo tentativo di riaprire la contesa da parte degli ospiti, firmato Kamate nel corso della seconda frazione di gioco. Un risultato, quello conseguito dai biancorossi, che certifica la superiorità espressa sul rettangolo verde per l’intera durata della stagione e che proietta la squadra in una dimensione più ambita.

Il percorso che ha riportato il Vicenza nel calcio che conta porta inequivocabilmente la firma di Fabio Gallo, tecnico che aveva già assaporato il sapore della promozione in serie C nella precedente stagione sportiva, sulla panchina dell'Entella. L’allenatore, subentrato alla guida della squadra in estate, ha impresso un’identità precisa al collettivo, costruendo un gruppo solido e capace di esprimere un gioco efficace e concreto, supportato da numeri che non ammettono repliche: ventiquattro vittorie, sei pareggi e appena due sconfitte nell’arco di trentadue giornate, un ruolino di marcia che parla di una supremazia indiscussa. Il suo 3-5-2, basato sulla solidità difensiva e sulla spinta costante degli esterni, ha trovato perfetta esecuzione in ogni reparto, con un centrocampo in grado di dettare i ritmi e un attacco che ha potuto contare su più bocche da fuoco, senza dover necessariamente dipendere da un singolo finalizzatore. La società, nelle dichiarazioni post-gara, ha voluto sottolineare la continuità del progetto, affidando la panchina anche per la prossima annata al tecnico che ha saputo riportare l'entusiasmo nella tifoseria.

Nella trama dell'incontro decisivo, la regia offensiva è stata arricchita dalle giocate di due interpreti principali. L’episodio che ha sbloccato la contesa è giunto poco dopo la mezz’ora, quando un inserimento di Capello, abile a coordinarsi per la deviazione di testa sugli sviluppi di un cross proveniente dalla destra, ha mandato in vantaggio i padroni di casa. Nella ripresa, è stato invece il danese classe 2004 David Stuckler a mettere la propria firma sul tabellino, raccogliendo un traversone dalla destra e battendo il portiere avversario con un preciso colpo di testa che ha raddoppiato il vantaggio e messo al sicuro il risultato. Per Stuckler, attaccante in prestito dalla Cremonese, si è trattato dell’undicesima realizzazione in campionato, un bottino che lo proietta al vertice della classifica marcatori del girone A, confermando la propria crescita e maturità in un campionato complesso come quello di Lega Pro.

La rimonta nerazzurra, il recupero e i numeri di un dominio statistico

La reazione dell’Inter U23 non è tardata a manifestarsi, e al sessantaseiesimo minuto Kamate ha riacceso le speranze degli ospiti con una conclusione che, complice un rimpallo, ha spiazzato il portiere biancorosso fissando il punteggio sul due a uno. L’undici di mister Gallo, però, ha gestito con esperienza i successivi minuti di recupero, sei complessivamente, resistendo agli ultimi tentativi avversari e stringendo i denti per preservare il vantaggio minimo fino al triplice fischio. Al di là della singola partita, il cammino dei vicentini assume i contorni dell’impresa statistica: con cinquantasei reti realizzate e appena venti subite, la differenza reti di trentasei lunghezze rappresenta un ulteriore indicatore della solidità del gruppo, capace di coniugare fase offensiva e attenzione dietro con rara efficacia.

La gioia della piazza e la proprietà Diesel: l'abbraccio del Menti

Allo stadio, la cornice di pubblico ha offerto uno spettacolo degno della categoria superiore, con i tifosi che hanno potuto abbracciare i calciatori e lo staff al termine di una gara vissuta con intensità e partecipazione. La proprietà del club, riconducibile all’imprenditore Renzo Rosso, fondatore del marchio Diesel, ha espresso soddisfazione per il traguardo raggiunto, sottolineando come l’unità di intenti e l’assenza di individualità predominanti all’interno dello spogliatoio abbiano costituito la chiave di volta del successo. Un ritorno in serie B, quello del Vicenza, che mette radici solide in un territorio capace di riconoscersi nei colori e nella passione per il calcio, in attesa di programmare un futuro che si preannuncia ricco di stimoli e di impegni in una categoria storicamente complessa e competitiva.

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