Trento, impresa storica al Menti: la capolista Vicenza cade sotto i colpi degli ex

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Redazione Sport Redazione Sport   -   dell'articolo:

La nebbia che talvolta si alza dal Retrone, nella serata di ieri, deve aver celato agli occhi del Vicenza l’arrivo di un Trento feroce e cinico, capace di violare per la prima volta nella sua storia lo stadio “Menti” in un campionato professionistico. Non è stata semplicemente una vittoria, quella messa a segno dalla formazione di Luca Tabbiani, ma un’autentica dichiarazione d’intenti: gli aquilotti, con il 3-2 finale inflitto alla capolista del girone A, hanno agganciato il terzo posto in classifica, dimostrando che la volata playoff può regalare ancora molteplici sorprese. Il match, valido per la trentesima giornata, ha avuto un coperto da brivido, con i veneti che hanno chiuso il primo tempo in completo affanno, subendo una doppietta letale nel giro di centottanta secondi.

L’equilibrio iniziale, spezzato solo da qualche timido tentativo da una parte e dall’altra, è stato polverizzato al minuto trentadue. Un tocco di mano in area di Sandon, giudizio inappellabile del direttore di gara, ha concesso a Capone, ex della contesa, la massima punizione: il suo tiro, secco e angolato, ha spiazzato Gagno portando in vantaggio i trentini. Prima che i biancorossi potessero riordinare le idee, al minuto trentaquattro, Pellegrini – altro giocatore con un passato in maglia biancorossa – ha raddoppiato con un tocco sotto misura che ha gelato i diecimilatrecentoventisei spettatori presenti sugli spalti. Un uno-due micidiale, un pugno nello stomaco dal quale il Vicenza non ha più trovato la lucidità necessaria per gestire la partita nel corso della prima frazione.

La reazione rabbiosa dei padroni di casa non basta a evitare il terzo posto per i gialloblù

La ripresa si apre con il film che sembra già scritto: al secondo minuto, Pellegrini firma la sua doppietta personale, sempre su assistenza di Capone, confezionando il momentaneo 0. Un parziale che grida vendetta per i lanieri, apparsi improvvisamente vulnerabili dopo un campionato trascorso a dettare legge. Eppure, l’orgoglio della capolista non tarda a manifestarsi: al cinquantatreesimo, Rauti accorcia con una conclusione precisa sotto l’incrocio, e dieci minuti più tardi è Stuckler, approfittando di una disattenzione difensiva, a firmare il 2-3 che riapre ogni discorso. Da quel momento, il “Menti” diventa un fortino in pressione, con i padroni di casa che cercano in tutti i modi l’insperato pareggio. Benedetti colpisce un palo per i suoi, ma allo stesso tempo Barlocco deve superarsi su Rauti, mentre Benassai centra la traversa. Nel recupero, anche Chinetti sfiora il poker per gli ospiti, ma il risultato non cambierà più.

La sconfitta, la seconda consecutiva interna per la squadra di mister Gallo, lascia invariato il vantaggio in vetta (sedici punti), ma getta più di un’ombra sull’involuzione difensiva mostrata dai biancorossi. Dall’altra parte, il Trento di Tabbiani – che per l’occasione ha schierato un 4-3-3 con Fossati in cabina di regia e il trio offensivo composto da Ladisa, Capone e Pellegrini – celebra un successo pesantissimo, costruito su una concretezza raramente vista al cospetto della corazzata vicentina. Una serata magica, insomma, per i colori gialloblù, che ora guardano tutti dall’alto, insieme al Renate, di un terzo posto che sa di impresa storica.

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