Paul Seixas, dal trionfo al Lombardia alla MTB in appena 15 ore
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Redazione Sport
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Paul Seixas ha vinto il Giro di Lombardia e appena 15 ore dopo è tornato a gareggiare, questa volta in mountain bike. Il talento francese, protagonista sabato 10 ottobre di uno storico successo nella Classica delle Foglie Morte, domenica mattina si è presentato al via del Roc d'Azur, una delle manifestazioni più conosciute del ciclismo fuoristrada. Nessuna pausa per celebrare la prima Monumento della carriera: il ventenne ha raggiunto la Costa Azzurra per partecipare a una prova completamente diversa da quella appena conquistata sulle strade italiane.
Una corsa di 55 chilometri per il piacere di pedalare
La partecipazione alla gara di Fréjus è stata decisa all'ultimo momento, senza particolari ambizioni agonistiche. Il corridore della Decathlon CMA CGM ha affrontato il percorso insieme a Bruno Armirail, atleta della Visma-Lease a Bike, scegliendo di pedalare senza forzare e di godersi una giornata lontana dalle pressioni delle grandi competizioni su strada. Al traguardo si è classificato al 64° posto, mentre la vittoria è andata al connazionale Jordan Sarrou, capace di conquistare il suo sesto successo nella manifestazione. Per il giovane campione, accolto con entusiasmo dal pubblico francese, il piazzamento aveva un'importanza del tutto secondaria rispetto all'esperienza.
Lo stesso Seixas ha spiegato di aver seguito inizialmente il gruppo, almeno fino a quando il tracciato non è diventato troppo impegnativo dal punto di vista tecnico. Nella prima discesa ha capito di non riuscire a mantenere il ritmo degli specialisti e ha preferito spostarsi per lasciarli passare, evitando di ostacolare chi stava lottando per il risultato. Ha quindi aspettato il compagno di avventura, completando con lui la prova a un'andatura tranquilla. «Volevo divertirmi, non volevo essere d'intralcio», ha raccontato dopo l'arrivo. Il francese ha anche ammesso di non utilizzare una MTB da circa un anno e di aver affrontato alcuni passaggi con particolare prudenza.
Il record storico al Lombardia e il sogno di diventare il numero uno
La giornata precedente aveva consegnato il giovane transalpino alla storia del ciclismo. A 20 anni e 16 giorni è diventato il più giovane vincitore del Lombardia, superando il primato stabilito da Giovanni Gerbi nella prima edizione del 1905. Sul Civiglio, a circa 18 chilometri dall'arrivo, ha imposto una progressione che ha costretto alla resa anche gli ultimi avversari capaci di seguirlo. Da quel momento ha proseguito da solo verso Como, amministrando il vantaggio fino al traguardo. Alle sue spalle hanno concluso Enric Mas e Giulio Ciccone, rispettivamente secondo e terzo, mentre Remco Evenepoel si è dovuto accontentare della quarta posizione.
La vittoria ha premiato una stagione nella quale il portacolori della formazione francese aveva già conquistato il Giro dei Paesi Baschi e la Freccia Vallone, oltre a chiudere secondo la Liegi-Bastogne-Liegi. Al Tour de France aveva ottenuto il quarto posto nella classifica generale, confermando la capacità di competere anche nelle corse a tappe più impegnative. Il successo nella Classica delle Foglie Morte ha rappresentato inoltre la prima affermazione in una Monumento nella storia della sua squadra. Seixas non attribuisce particolare importanza al primato anagrafico: per lui conta soprattutto vincere, con l'ambizione dichiarata di diventare il numero uno al mondo.
Una passione per le biciclette che nasce dall'infanzia
La scelta di partecipare al Roc d'Azur racconta anche un aspetto meno conosciuto della personalità del corridore. Cresciuto in una famiglia nella quale entrambi i genitori sono stati campioni di karate, Paul ha sviluppato fin da bambino una particolare attrazione per le ruote e per tutto ciò che si muove. Il padre ha ricordato che il figlio «ha sempre amato tutto quello che gira». In famiglia lo chiamano ancora Petit Paul oppure Polo, soprannomi rimasti anche dopo l'ingresso nel professionismo. Nel fuoristrada ha ritrovato il lato più spontaneo di questa passione, tanto da scherzare sulla propria preparazione tecnica: in caso di una nuova partecipazione alla manifestazione francese, ha ammesso che dovrebbe allenarsi maggiormente sulla mountain bike.
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