Tumore al cervello, i campanelli d'allarme che non sono solo mal di testa
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Redazione Salute
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C'è un tumore al cervello all'origine dell'edema cerebrale che ha provocato il malore ad Alessandro Di Battista. L'ex deputato del Movimento 5 Stelle, 48 anni, ha raccontato in collegamento con DiMartedì su La7 di essersi sentito male a Cuba a fine agosto, durante un reportage, e di aver scoperto la presenza di una neoplasia. «Mi hanno asportato quasi tutto il tumore. Adesso farò le cure sperando che funzionino», ha detto, spiegando che i medici cubani hanno ridotto l'edema con una terapia che ha poi permesso l'intervento.
Cosa succede nel cervello
I sintomi dei tumori cerebrali dipendono da dimensione, ritmo di crescita e sede della lesione. Quando la massa cresce, spinge sul tessuto nervoso e aumenta la pressione all'interno del cranio, che è una struttura rigida e non lascia spazio. Questo meccanismo spiega perché una neoplasia può restare a lungo silenziosa e manifestarsi all'improvviso, come accaduto nel caso dell'ex parlamentare.
La cefalea è il sintomo più comune e spesso il primo, ma non tutte le cefalee indicano un tumore: quella legata a una neoplasia tende a essere sempre più frequente, si aggrava quando si è sdraiati ed è più intensa al risveglio.
Quando il sintomo non è solo il mal di testa
Il quadro è più ampio di quanto si pensi. Un tumore cerebrale può alterare la personalità e l'umore, rendendo una persona riservata, di malumore o disinibita; negli anziani questi cambiamenti vengono talvolta scambiati per demenza. Possono comparire convulsioni, vertigini, perdita di equilibrio, goffaggine, debolezza a un braccio o a una gamba, difficoltà di linguaggio, problemi di vista o udito e riduzione dell'attenzione. Nelle fasi in cui la pressione endocranica sale, si aggiungono nausea, vomito e sonnolenza.
La comparsa improvvisa di ansia o depressione, specie in assenza di precedenti, è segnalata come possibile manifestazione precoce.
Quante diagnosi in Italia
I tumori del sistema nervoso centrale sono neoplasie relativamente rare, ma i numeri non sono trascurabili: in Italia si registrano circa 6.000 nuove diagnosi all'anno, pari all'1,6% di tutti i tumori censiti. Le stime per il 2025 indicano 5.730 casi, con una maggiore frequenza negli uomini (3.240) rispetto alle donne (2.490). Tra i diversi istotipi, il glioblastoma è il più frequente e rappresenta la quota principale dell'incidenza.
A differenza di altre neoplasie, per i tumori cerebrali non esiste la possibilità di una diagnosi precoce, come ricorda il rapporto annuale di Aiom e Airtum.
Tipologie e classificazione
Le masse che si sviluppano nel cervello appartengono a un gruppo eterogeneo. Si va dai gliomi, che originano dalle cellule gliali di sostegno, ai meningiomi, che nascono dalle membrane che avvolgono l'encefalo, fino ai medulloblastomi, tipici dell'età pediatrica.
La classificazione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità distingue quattro gradi di malignità: il grado I comprende lesioni a basso potenziale proliferativo, spesso curabili con la sola resezione chirurgica; il grado IV include lesioni mitoticamente attive, prone alla necrosi e associate a progressione rapida. Una parte dei tumori cerebrali non nasce nel cervello ma vi arriva per metastasi, provenienti soprattutto da polmone, mammella, cute, rene e colon.
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