La desertificazione commerciale avanza: Rovigo, Firenze e Varese tra le città più colpite

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Redazione Economia Redazione Economia   -   I numeri non mentono, e quelli che emergono dalle analisi di Confcommercio dipingono un quadro preoccupante per il tessuto economico di diverse città italiane. A Rovigo, dal 2019 al 2024, sono state 109 le attività costrette a chiudere, con una media di 22 esercizi commerciali che ogni anno abbassano definitivamente le saracinesche. Un fenomeno che, seppur non nuovo, assume contorni sempre più drammatici, come denunciato da Stefano Pattaro, presidente di Confcommercio Rovigo, e Vittorio Ceccato, vicepresidente di Confesercenti Venezia e Rovigo, i quali rivendicano un intervento più deciso da parte delle amministrazioni locali.

Se nel Polesine il declino è costante, altre realtà mostrano dinamiche differenti. Parma, ad esempio, resiste meglio alla cosiddetta "desertificazione commerciale", posizionandosi al secondo posto in Emilia-Romagna per numero di imprese attive, preceduta solo da Bologna. Un dato che, tuttavia, non cancella le difficoltà vissute altrove, dove il crollo del commercio tradizionale ha assunto proporzioni allarmanti.

Firenze, in particolare, ha visto scomparire il 23% dei suoi negozi nell’arco di dodici anni, con un trend che risparmia solo i settori della ristorazione e dell’ospitalità. "La città sta perdendo pezzi importanti della sua identità commerciale", ha sottolineato Franco Marinoni, direttore di Confcommercio Toscana, evidenziando come il fenomeno non sia circoscritto al capoluogo toscano ma riguardi l’intera regione, dove in media un’attività su quattro ha cessato l’attività.

Anche Varese figura tra le città più colpite a livello nazionale. Secondo l’ultima indagine condotta dall’Ufficio Studi di Confcommercio, tra il 2012 e il 2024 il territorio ha registrato una delle maggiori contrazioni nel numero di esercizi al dettaglio, piazzandosi tra i primi cinque in Italia per perdite nette. Un dato che riflette una tendenza nazionale, con quasi 118.000 negozi e 23.000 attività ambulanti scomparsi nello stesso periodo.

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